20 settembre 2020: Il lavoro autonomo per la continuità di reddito. Dagli ammortizzatori sociali al reddito universale. Settimana Internazionale per il reddito di base. (Basic Income Week)


In occasione della 13° edizione della Settimana internazionale per il reddito di base (14-20 settembre 2020),il  20 settembre 2020, alle ore 18,30,  webinar dal titolo: “Il lavoro autonomo per la continuità di reddito. Riforma degli ammortizzatori sociali verso un reddito universale per tutte e tutti”. Organizza l’iniziativa M.G.A. – Sindacato nazionale forense (Mobilitazione Generale Avvocati)

Ne discuteranno:

– Adalgiso Amendola, Università di Salerno, Sociologia del diritto

– Marco Barbieri, Università di Foggia, Diritto del lavoro;

– Roberto Ciccarelli, Il manifesto;

– Chiara Gribaudo, Partito Democratico, Camera dei Deputati;

– Loredana Marino, Rifondazione Comunista, Direzione Nazionale;

– Francesco Monticelli, Confprofessioni;

– Antonella Sassone, MGA sindacato nazionale forense.

Di seguito l’abstract del webinar:

“L’emergenza Covid ha disvelato finalmente in modo evidente e incontrovertibile quanto l’assenza di un welfare universalistico possa mettere in ginocchio, in pochi mesi di assenza o calo dei redditi, non solo le esistenze delle persone ma anche tutta l’economia del Paese. I soggetti forse più colpiti da un lato, e abbandonati dalle politiche governative dall’altro, sono stati i lavoratori autonomi: che non hanno beneficiato, ovviamente, né di cassa integrazione né di blocchi dei licenziamenti, ma si sono visti semplicemente azzerare o fortemente diminuire i redditi e per converso hanno ottenuto solo bonus temporanei e insufficienti a far fronte alle esigenze della vita.

I lavoratori autonomi, tradizionalmente considerati esseri autosufficienti e non bisognevoli di un welfare statale, e anzi, chiamati non solo a produrre ma anche a costruire da sé i propri sostegni per i periodi di non reddito, di maternità e di malattia, oggi si rivelano per grandi numeri fuori dalla vulgata che li ha classificati per decenni come lavoratori ricchi. Si comincia a vedere – non solo ad ipotizzare – che l’autonomo il cui reddito per avventura si interrompa (sia per una inopinabile pandemia, ma anche semplicemente per flessioni del mercato o vicende personali), cade con facilità estrema esattamente in quella “povertà” che la propaganda a 5 stelle racconta di aver abolito.
Se il reddito di cittadinanza introdotto dal governo è senza dubbio una misura parziale e razzista, fallimentare nel suo tentativo di costituire una sorta di “workfare”, un serbatoio di lavoratori precari sottoposti al ricatto della misura erogata; va pure riconosciuto che si è trattato però di un passo avanti concettuale e politico nella presa d’atto della necessità di un ammortizzatore sociale che sostenga sempre, strutturalmente, vite e famiglie che, non solo nella disoccupazione ma anche nel “lavoro povero”, non riescono a sostenere nemmeno i costi primari per la sopravvivenza.
E’ stata sdoganata un’idea: 780 euro al mese sono il discrimine fra vita e non-vita, vita insostenibile.
E allora, a fronte di milioni di lavoratori autonomi strutturalmente – al netto della disavventura coronavirus –  poveri, è possibile ipotizzare che il cammino verso un reddito universale possa passare anche attraverso un’integrazione dei redditi dei lavoratori autonomi che non riescano – temporaneamente o stabilmente – a raggiungere con il proprio lavoro quella soglia minima già definita; è possibile affrontare la nuova povertà, quella dei “working poors” che siano partite iva o professionisti iscritti agli ordini concependo un ammortizzatore che non abbia come presupposto la disoccupazione o un precariato assoluto, ma solo una soglia di reddito che non consente un’esistenza dignitosa?
Questa è l’analisi che si vuole condurre attraverso la discussione proposta.”

 

Il webinar si svolgerà sulla piattaforma zoom al link https://us02web.zoom.us/j/87293229850, e sarà trasmesso in diretta su facebook al link https://www.facebook.com/groups/MobilitazioneGeneraleAvvocati.

 

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