Uganda: 2 anni di reddito di base. Più benesssere, istruzione, imprese, risparmi, indipendenza


L’Uganda è uno dei paesi più poveri del mondo e a partire dal 2012, l’ONU ha affermato che ha fatto enormi passi avanti  nello sradicamento della povertà  grazie a idee ambiziose e programmi innovativi. Ad esempio, Eight, un progetto belga, ha testato l’efficacia di un reddito di base universale e incondizionato in alcuni villaggi in cui la povertà estrema è un problema di sopravvivenza. The Borgen Project Magazine ha parlato con l’organizzazione Eight, che ha messo in atto il suo primo programma nel 2017 e ha mostrato al resto del mondo cosa ha significato per l’Uganda il reddito di base universale e cosa potrebbe significare per la lotta alla povertà globale.

Maarten Goethals e Steven Janssens hanno  fondato Eight  nel 2015: “Vediamo molta disuguaglianza e questo è così ingiusto. Molte persone pensano che la povertà sia un problema caratteriale, ma è un problema di soldi”. E così hanno pensato di dare vita ad un programma pilota di reddito di base nel villaggio di Busibi,  nel 2017. L’idea era semplice; dare ad ogni abitante (circa 150 persone) 16 euro al mese e ai bambini 8 euro al mese. In maniera incondizionata. Il denaro veniva trasferito su conti bancari online a cui gli abitanti del villaggio potevano accedere con il telefono cellulare. 

Il programma pilota di Eight si è svolto nel corso di due anni dal 2017 al 2019 e  ha mostrato immediatamente  l’etica del lavoro degli abitanti del villaggio. Gli abitanti hanno dato vita a nuove imprese ed è aumentata la scolarizzazione tra i bambini, togliendoli cos’ dal lavoro minorile che erano costretti a svolgere. Maarten Goethals ha osservato che “nel villaggio sono sorti negozi e un nuovo dinamismo”. Ortrud Lebmann, presidente delle relazioni sindacali presso la Helmut Schmidt University, ha condotto una  ricerca  su coloro che vivono in povertà e sulla loro “opportunità limitata di scegliere tra diversi modi di vita”.  Il progetto pilota Eight ha dimostrato quanto sia necessaria ed efficace la libertà di scelta per coloro che dispongono di risorse inadeguate. Janssens ha notato quanto bizzarro fosse un concetto di reddito di base per molti in Uganda. “La gente di Busibi ha reagito con una sorta di incredulità… Che avrebbero ricevuto denaro senza condizioni”. Togliendo dunque l’idea di dare denaro ma solo a certe condizioni, a permesso alle persone e alla comunità di migliorare.

Dopo due anni,  il dato appare inconfutabile . La maggior parte delle persone del gruppo ha speso circa il 50% del proprio denaro in cibo, investimenti, vestiti, salute e istruzione. Il senso di benessere è migliorata dell’80%. Solo il 50% dei bambini del villaggio andava a scuola prima che iniziassero i trasferimenti incondizionati di denaro, rispetto al 94,7% dopo l’introduzione del reddito di base. Sono nate venti imprese rispetto alle due che erano presenti prima del programma. Tutti gli indicatori di povertà sono diminuiti ed è aumentata l’indipendenza delle persone.

Otto ora prevede di  portare la sua idea ambiziosa  iniziata in Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo. “EIGHT vuole scoprire se le persone dei villaggi vicini a una miniera possono avere più scelte”. La domanda non è solo se funzionerà ma come potrebbe funzionare in un luogo in cui i bambini lavorano nelle miniere. I trasferimenti di denaro incondizionati faciliteranno la riduzione del lavoro minorile in queste miniere? Gli esperimenti precedenti tendono a prevedere proprio un tale risultato.

Per ora, c’è un docu film sul progetto di Goethals e Jansens intitolato “Crazy Money” che riporta questa esperienza. 

Fonte The Borgen Project

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