Taiwan: un punto di svolta per il reddito di base?


Un auditorium quasi pieno di giovani taiwanesi ha partecipato al summit internazionale sul reddito di base a Taipei. Il 2019 è il terzo anno consecutivo in cui la Rete per il Reddito di Taiwan organizza il suo summit internazionale a Taipei per sostenere il dibattito e le ragioni di un reddito di base. La conferenza di quest’anno si è concentrata sulle sfide che Taiwan e l’economia globale affronteranno nel prossimo decennio e quali azioni ed iniziative prendere per far si che il reddito di base possa essere una proposta fattibile.

 

Il Dr. Sarath Davala, vice presidente della rete mondiale BIEN (Basic Income Earth Network), è stato il relatore principale per il secondo anno consecutivo. Davala ha sottolineato il fatto che i partecipanti di quest’anno sono stati ancora più entusiasti: “La Rete per il Reddito di Taiwan trasuda energia e dedizione verso l’idea del reddito di base. In nessuna parte del mondo, ho visto una tale massa critica di studenti essere cosi eccitati in merito alla proposta del reddito di base”.

Il Dr. Ryan Engen, economista dell’American Institute in Taiwan (AIT), ha tenuto il discorso di apertura della conferenza. Engen ha detto che il reddito di base è “forse la proposta più promettente” per Taiwan per affrontare le trasformazioni economiche del mondo. “Penso che Taiwan abbia il potenziale per essere ad punto di svolta e questa non è un’esagerazione”, ha detto Engen. “Il mondo si sta muovendo verso il nazionalismo come conseguenza della globalizzazione e dell’automazione, che richiede la creazione di un nuovo contratto sociale globale che non lasci dietro nessuno”, ha affermato ancora Engen.

Guy Standing, cofondatore di BIEN, ha inviato un video messaggio per la conferenza di Taiwan. Ha detto che gli attivisti di Taiwan “dovrebbero inquadrare il reddito di base principalmente in termini di diritti umani, piuttosto che come una semplice politica economica. Il reddito di base è una questione di giustizia sociale”, afferma Standing. “Crediamo che ogni uomo, donna e bambino abbia il diritto ad una quota della ricchezza generata collettivamente, sia che si tratti di Taiwan, Cina, Gran Bretagna o altrove”. Mentre il reddito di base ridurrebbe la povertà, questo non dovrebbe essere l’obiettivo principale del movimento UBI di Taiwan.”Dobbiamo costantemente sottolineare le basi etiche della campagna per il reddito di base”, ha affermato ancora Standing.

Nell’ultima tavola rotonda, Ta-Ching Shih, noto economista taiwanese presso l’AIT, ha detto che gli attivisti del reddito di base a Taiwan “devono prima attirare l’attenzione sull’idea e poi concentrarsi sulle specificità della proposta politica”.

Anche Peter Knight, ex economista della Banca Mondiale e membro del Fernand Braudel Institute of World Economics, ha inviato un videomessaggio per la conferenza in cui ha discusso della proposta economica del reddito di base. Knight ha detto che “nei prossimi anni Taiwan dovrà affrontare alti livelli di automazione del lavoro, insieme a Giappone, Singapore e Corea del Sud. Il reddito di base e la tassazione progressiva per finanziarlo, e l’uso di tecnologie avanzate per risparmiare lavoro, sono le politiche chiave per Taiwan per raggiungere la sostenibilità economica, sociale, politica ed ecologica”, ha detto Knight.

Il professor Ku Yun-wen dell’Università nazionale di Taiwan ha analizzato in dettaglio le politiche di welfare ed ha discusso di come il reddito di base possa rientrare nel sistema di protezione sociale. Ku aveva precedentemente realizzato un rapporto sul reddito di base per il Consiglio nazionale di Sviluppo di Taiwan, l’agenzia di pianificazione strategica di Taiwan.

Il professor Fong del Dipartimento economico dell’Università nazionale di Taiwan ha fornito alcune informazioni sulle tendenze economiche che giustificano il reddito di base, come l’aumento dell’automazione tecnologica ed il suo potenziale impatto a Taiwan.

Il professor Hou-ming Huang, direttore del Dipartimento di sociologia dell’Università nazionale di Chengchi, ha presentato un panel sulle transizioni economiche e filosofiche dell’umanità nel corso della storia.

Un giornalista della rivista taiwanese The Reporter ha introdotto il tema della disinformazione che spesso viene diffusa a Taiwan e sui media globali per quanto riguarda la proposta del reddito di base. Nonostante questa disinformazione, Davala ha detto di essere ottimista riguardo al futuro dello sviluppo del reddito di base a Taiwan: “Sono sicuro che il dibattito progredirà oltre le sale delle conferenze e nei corridoi politici”.

Engen ha concluso indicando come Taiwan possa svolgere un ruolo molto importante nel movimento globale del reddito di base. Questo perchè Taiwan è un “melting pot” con influenze internazionali. Taiwan è anche “l’esempio più progressista di tutto l’Indo-Pacifico”, ha affermato. “Il fatto che si discuta di reddito di base qui a Taiwan è molto diverso da quello che sta succedendo da altre parti nel mondo, questo perché Taiwan è una democrazia con un mercato pienamente sviluppato che è divenuto un paese tra i più tecnologici nel mondo. Se il reddito di base fosse introdotto qui avrebbe effetti a catena in tutto il mondo.”

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