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Reddito per tutti sostenuto da buoni lavoro e formazione

di Laura Spampinato

Un altro contributo dopo l’appello alla presa di parola per un reddito garantito in Italia.

Ho pensato a un meccanismo molto semplice e applicabile immediatamente da INPS (mi è giunta voce sia allo studio in Irlanda qualcosa di simile) di sussidio garantito scalando mensilmente buoni lavoro utilizzati a seguito chiamate per lavoro accessorio da centri impiego istruiti all’uopo e collegati a cliclavoro, per tutto il periodo di disoccupazione/sottoccupazione fino a nuova occupazione o pensione.

Parlo quindi di meccanismi già sperimentati e da rendere più attivi ed efficaci con il legame a Patto con utenti da perfezionare (reddito minimo come ammortizzatore unico in cambio disponibilità a lavoro accessorio e formazione), semplificando il sistema con uno strumento universale.

Nel sito http://www.slideshare.net/redditopertutti presento documento riepilogativo http://www.slideshare.net/redditopertutti/reddito-per-tutti-combinato che accenna a disegni di legge già presentati da Onorevoli Senatori e Deputati e che ho provato a modificare coerentemente ad un modello che tenga conto del ciclo di vita lavorativa auspicato per la sostenibilità del sistema assicurativo previdenziale e lo sviluppo dell’economia, fornendo garanzie per tutti uguali, incoraggiando tentativi di imprenditoria, scoraggiando e sanzionando lavoro in nero, supportando psicologicamente – non lasciandole a casa – le persone in grado di lavorare, affiancando percorsi di formazione a lavoro accessorio nelle fasi di transizione, prefigurando porte aperte fra vari lavori e tipologie contrattuali da sperimentare, rasserenando fra stato e stato non solo gli interessati ma le famiglie intere.

 

Esempio applicazione.

Lorenzo rimane senza lavoro;

il giorno dopo si presenta al Centro per l’impiego e si dichiara disponibile;

il Centro immette i dati nel database Cliclavoro;

le aziende-enti-associazioni che han bisogno di lavoratori temporanei o volontari raccolgono la candidatura e inviano sms per incontro;

Lorenzo accetta e svolge 3 ore al giorno per es. 5 giorni l’attività richiesta (non di più 1. perchè per 2 ore ha già assunto impegno presso Centro a formazione scelta da catalogo corsi richiesti da mercato aziende-enti-associazioni 2. perchè deve incontrare potenziali datori di lavoro per tempi lunghi 3.perchè il sistema deve coinvolgere moltissime persone, tutte utili e molto mobili).

Una buona campagna informativa farà giungere le richieste da aziende-enti-associazioni ai Centri.

Il pagamento a Lorenzo avverrà in buoni lavoro.

Le associazioni riceveranno contributi in buoni lavoro da distribuire.

Le aziende li avranno comprati dal tabaccaio.

A fine mese Lorenzo riceverà il primo accredito da INPS di poniamo 790 euro e dal secondo verrà scalato l’importo dei buoni lavoro che avrà incassato alle Poste il mese precedente, così l’esborso INPS andrà a scalare in funzione di quanto movimento si è avuto in buoni lavoro.

Praticamente con questo sistema non esiste più la figura del disoccupato bensì la figura del “diversamente occupato” nei tempi di transizione fra un lavoro e l’altro, allargando anche la platea a coloro che vogliano provare a mettersi in proprio ma abbiano molto timore di fallimento.

I divani di casa, durante la giornata, saranno occupati giusto il tempo di ripassare i compiti assegnati durante i corsi, e non per sprofondarsi in un dolore e rassegnazione che nessun Ministro della Salute può ritenere sopportabile.

Inoltre, l’inclusione delle organizzazioni impegnate nel sociale in questo sistema mi pare realizzabilissima.

E il grande numero coinvolto di “diversamente occupati” in questo modo porterà grande giovamento alla tutela del territorio e alla cura delle persone più deboli.

E si abbatterà lavoro in nero.

Per quanto riguarda la movimentazione buoni lavoro il Dr.Mastrapasqua provvederà all’esplosione dei data base.

 

 

 

 

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