Reddito di cittadinanza: esentati quasi tutti i Paesi del mondo dal produrre ulteriore documentazione rispetto all’ISEE


Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione

E’ finalmente stato pubblicato il tanto atteso decreto del ministero del lavoro di concerto con il Ministero degli Esteri che doveva contenere l’elenco dei paesi da cui è “oggettivamente impossibile” ottenere la documentazione attestante i patrimoni immobiliari, reddituali e le condizioni familiari nel Paese di origine del richiedente.

Invece che redigere un elenco dei Paesi esenti, (probabilmente perché ottenere una risposta da tutti i 196 Stati nel mondo in pochi mesi era un’impresa impossibile) i Ministeri hanno elencato gli Stati i cui cittadini dovranno al contrario produrre l’apposita certificazione di cui all’art. 2 co. 1 bis del d.l. 4/2019 ai fini dell’accoglimento dell’istanza.

Nelle premesse il DM ricorda “al legislatore” che i dati sulla composizione del nucleo familiare dei residenti sono già in possesso delle competenti autorità italiane (sicché inserire nella legge anche questa condizione è stata una ulteriore assurdità) e che non esiste alcuna possibilità di disporre di raccolte di informazioni sui sistemi di accertamento del patrimonio mobiliare nei vari paesi del mondo (sicché anche questa previsione di legge è inattuabile e viene accantonata).

Solo per il patrimonio immobiliare i Ministeri affermano di poter fare riferimento al Rapporto Doing Business della Banca Mondiale e sulla base di questo redigono l’elenco allegato al decreto.

Il totale dei residenti con le cittadinanze indicate nell’elenco è – sulla base dell’ultimo rapporto IDOS – di circa 61.200 cittadini stranieri (si va dai 7 del Qatar ai 40.000 del Kossovo) , ma ovviamente solo una parte di questi è nelle condizioni economiche per accedere al reddito di cittadinanza. Si tratta quindi, complessivamente, di un numero molto esiguo rispetto al totale di  3.700.000 cittadini extra Ue residenti in Italia.

La documentazione che i cittadini degli stati “non esentati” dovranno produrre sarà, come detto,  esclusivamente quella relativa al patrimonio immobiliare.

A questo punto la questione dovrebbe essere risolta sia per chi aveva fatto domanda e fin da subito se l’era vista sospesa sia per chi aveva percepito il sussidio per i primi sei mesi e poi se l’è visto sospendere in seguito all’aggiornamento effettuato nel mese di ottobre ai sensi dell’art. 13 co. 1 bis d.l. 4/2019. Il sussidio verrà sbloccato nei prossimi giorni ed accreditato a tutti gli aventi diritto.

Il decreto e l’elenco

 

Tratto da ASGI.it

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