Paesi bassi: il reddito di base dalle radici all’arena politica


I primi giorni del 2016 hanno portato una piacevole sorpresa per la Vereniging Basisinkomen (VBI, Associazione per un reddito di base), la filiale olandese del BIEN, che ha celebrato il suo 25 ° anniversario nel mese di gennaio. Il leader politico del piccolo partito liberal-culturale, Norbert Klein, ha dato vita ad un memorandum per i membri della Tweede Kamer (Seconda Sezione) del Parlamento. “Il mercato del lavoro è cambiato radicalmente. L’introduzione di nuovi concetti innovativi come un reddito di base sono necessari per evitare una più estesa disuguaglianza sociale su larga scala”. Questa è stata la prima volta dal 2000 che i più alti livelli politici sono stati chiamati a discutere della proposta del reddito di base.

Negli ultimi anni, il VBI ha visto un crescente interesse per l’idea di un reddito di base tra le persone ed anche nei media. L’associazione è aumentata nei suoi membri partecipanti passando da una manciata di membri ad oltre 500 soci sia giovani che anziani. Questo ha fatto si che l’associazione per il reddito (VBI) riformuli anche delle nuove strategie comunicative.

Una di queste è la creazione di cosiddetti “Basisteams ‘(squadre di base), gruppi locali che hanno l’importante compito di informare le persone a livello locale ed implementare il numero dei sostenitori del reddito. La necessita di far conoscere la proposta del reddito in maniera ancora più capillare è urgente.

Oggi ci sono una decina di gruppi attivi e altri otto gruppi sono in cantiere. Per lo più si inizia con fare una pagina su Facebook. Essi si riuniscono in un pub del centro o in una comunità locale, distribuiscono opuscoli, promuovono iniziative di dibattito ed incontri pubblici. Queste “squadre di base” sono coordinate dal vice-presidente della rete per il reddito (VBI).

Un risultato fondamentale dei gruppi locali è che hanno convinto i comuni e gli enti locali ad iniziare degli esperimenti di reddito di base nelle loro comunità.

Il progetto pilota di Utrecht potrebbe essere avviato già da gennaio 2017. Altri quattro esperimenti – in Wageningen, Tilburg, Groningen e Nijmegen – seguiranno non appena il Segretario di Stato per gli affari sociali e l’occupazione, Jetta Klijnsma (Labour Party), emetterà il decreto amministrativo per consentire l’avvio di tali esperimenti.

Nel mese di novembre 2015, il partito dei Verdi è riuscito ad aprire la strada per gli esperimenti presentando una mozione in parlamento. E ‘stata sostenuta da tutti i partiti politici, ad eccezione di quelli dei liberali di destra del primo ministro Mark Rutte e il populista Partito della Libertà di Geert Wilders.

La rete per il reddito olandese (VBI) ha inoltre invitato i suoi membri attivi di  contattare i militanti ed i referenti dei partiti politici e dei sindacati e di avviare discussioni durante le riunioni ed i congressi. Alcuni partiti politici hanno risposto positivamente all’idea di un reddito di base come agenda sociale per il benessere generale e contro le condizioni precarie e la crescente disuguaglianza.

Lo scorso giugno, l’organizzazione giovanile dei democratici ha approvato una proposta che stabilisce che ogni adulto riceverà € 600 – € 1200 al mese e ogni figlio 300 €.

La scorsa primavera si è tenuto un sondaggio nazionale seguente domanda: “Ognuno riceve un reddito di base da parte del governo, a prescindere dal loro reddito e senza l’obbligo di lavorare. Il sistema delle tasse e dei benefici sarà adeguato di conseguenza. Trovi questa una buona idea?”

I risultati sono stati incoraggianti: il 40% degli intervistati ha detto che sono a favore di un reddito di base, il 45% ha detto che sono contro di essa e il 15% non sapevano. La maggior parte dei membri dei partiti di destra hanno dichiarato di essere contro l’idea: il 73% dei liberali di destra e il 61% della Democrazia Cristiana. Sostenitori e avversari erano sostanzialmente in equilibrio tra i sostenitori dei democratici rispettivamente 44% e 45%. La maggior parte degli elettori di tre partiti di sinistra erano favorevoli: 60% dei Verdi, il 54% del partito socialista, e il 53% del partito laburista. È interessante notare che sono stati divisi gli elettori della destra populista Partito della Libertà di Geert Wilders: il 37% era a favore dell’idea, il 46% era contrario e il 17% non lo sapeva.

Nei Paesi Bassi, la gente sta cominciando a riconoscere che un reddito di base potrebbe essere la giusta risposta per eliminare la disuguaglianza, fornire la stabilità e la libertà di scegliere come vivere. Ciò è particolarmente vero per i richiedenti delle misure di welfare. Negli ultimi mesi, il sindacato FNV (Federazione olandese dei Sindacati) ha organizzato due cicli di dibattito sul reddito di base con oltre 1000 beneficiari delle misure di welfare. La maggior parte di loro erano a favore dell’introduzione di un reddito di base incondizionato, perché garantisce la sicurezza finanziaria, più libertà e meno stress. Inoltre, questi beneficiari chiedono al sindacato di adottare una proposta esplicita nel prossimo congresso sindacale che affermi che l’attuazione di un reddito di base sia un obiettivo sindacale esplicito.

L’interesse per questa proposta sta crescendo anche perchè vi è un aumento delle frustrazioni prodotte dai programmi di workfare che si è rivelato “estremamente costoso e umiliante per le persone coinvolte”.

Un gruppo di cittadini ha lanciato una grande campagna per raccogliere almeno 40.000 firme per l’introduzione di un reddito di base incondizionato per ogni adulto nel 2018. Il Parlamento è legalmente obbligato a discutere e votare su un argomento, una volta che è stata sottoscritta da più di 40.000 individui olandesi. In questo momento (11-07-2016) il contatore è pari a 51.780 firme. Vedi https://basisinkomen2018.nl/.

Nel mese di aprile ha preso vita la “Basic Income Bullshit Bingo Pot”: ogni volta che qualcuno usa le parole ed i concetti del ‘reddito di base’ in modo sbagliato deve pagare un euro. Per le donazioni può essere trovato qui: http://basisinkomen.eu/donatie-aan-vereniging-basisinkomen/.

Nel mese di maggio, ‘Haagse Anne’ (una giovane donna, artista che vive a L’Aia) ha ricevuto il secondo finanziamento per un reddito di base per un anno. Senza obblighi! Il secondo reddito di base finanziato è un’iniziativa di MIES (Maatschappij voor Innovatie van Economie en Samenleving).

Il progetto di Mies ‘OnsBasisinkomen’ (OurBasicIncome), sostiene forme di reddito di base individuale in maniera collettiva. Il tutto è iniziato da una domanda: “cosa faresti se avessi un reddito di base?”. Finora, oltre 1800 gli olandesi hanno raccontato la loro storia, di cui 600 risposte sono state scientificamente analizzate. Due conclusioni provvisorie sono emersi dal sondaggio: le persone non sono pigre e la partecipazione sociale è un concetto poliedrico.

Pochi giorni fa (luglio 2016) si è annunciato che quattro comuni avranno la libertà di sperimentare un reddito di base con un minor numero di obblighi nell’ambito dei regimi di previdenza sociale esistenti. Alcuni dei beneficiari di prestazioni non saranno più obbligati ad accettare un lavoro qualsiasi o seguire dei programmi di reinserimento se non espressamente voluti. Il Segretario di Stato per gli affari sociali e l’occupazione, Jetta Klijnsma, ha accettato tali sperimentazioni in quanto il quadro di valutazione scientifica – un partenariato tra le quattro città principali e quattro università che collaborano – è pronto. Se dopo la pausa estiva del Consiglio dei Ministri e della Camera prima e la seconda saranno d’accordole città di Utrecht, Tilburg, Groningen e Wageningen potranno iniziare con gli esperimenti dal Gennaio 2017.

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