Ordine nazionale degli assistenti sociali: estendere il reddito di cittadinanza


Il preambolo del nuovo Codice Deontologico dell’Assistente Sociale (Febbraio 2020) si apre con questa dichiarazione: “La professione dell’assistente sociale è fondamentale per garantire i diritti umani e lo sviluppo sociale e, a questo scopo, è normata dallo Stato a tutela della persona e delle comunità [..] .L’assistente sociale, con la propria attività, concorre a realizzare e a tutelare i valori e gli interessi generali, comprendendo e traducendo le esigenze della persona, dei gruppi sociali e delle comunità”.

Il 3 Aprile 2020, in merito all’emergenza sociale generata dal coronavirus, si è espresso anche Gianmario Gazzi, Presidente del CNOAS, Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, affermando :“Siamo seduti su una bomba ad orologeria. Interventi subito.” Con questo titolo pubblica un intervento sul sito dell’Ordine, allegando un documento dove si chiede al governo di intervenire con urgenza per sostenere tutte le persone e le comunità.  Si legge: “Vogliamo garantire soprattutto chi è più a rischio degli altri, da sempre e ancor di più oggi: questa emergenza colpisce tutti, ma non tutti allo stesso modo”. Il documento, dal titolo Nessuno Resti Indietro vede stilate 4 proposte realistiche e concrete e al primo posto tra tutte si pone l’allargamento del Reddito di Cittadinanza.
Gli assistenti sociali sono una figura strettamente connessa sia all’erogazione di questi contributi, sia all’utenza che ne usufruisce, conosce perfettamente lo stato di emergenza ed urgenza in cui ci troviamo ora e in cui ci trovavamo anche prima dell’avvento della pandemia. Le iniziative di solidarietà e assistenza non si arrestano, ma non bastano. Servono urgenti misure governative che possano sbloccare i criteri e le condizioni di accesso al Reddito di Cittadinanza e offrendo così la possibilità di intercettare tutta la popolazione in difficoltà, che è in aumento, senza voce, senza garanzie e ammortizzatori sociali. Non basta dunque soffermarsi all’epidemia, o alla quarantena, occorre strutturare sostegni e redditi che supportino la popolazione oltre le emergenze e a prevenzione delle stesse.

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