Il reddito di base come esigenza alla luce dei nuovi tempi. Tesi di Laurea, Università di Perugia.


Michele Pezzella

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo al dibattito. Una nuova tesi universitaria dal titolo “Il reddito di base come esigenza alla luce dei nuovi tempi” realizzata da Michele Pezzella dell’Università di Perugia. Corso di Laurea Magistrale in Amministrazione Aziendale Anno Accademico 2020-2021.

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Introduzione

Il lavoro che mi accingo a svolgere come tesi di laurea magistrale in economia e commercio, nello specifico amministrazione aziendale, è rivolto all’esame e allo studio della grande problematica della povertà e delle possibili soluzioni che i vari studiosi sia del passato ma soprattutto del presente propongono.
L’ampio problema della povertà ha interessato l’umanità in tutti i tempi compreso il momento storico attuale. Il fatto che l’essere umano ha da sempre avvertito la povertà come una situazione negativa ed apportatrice di grandi sofferenze è sempre scaturita dall’aspetto morale e religioso dell’uomo che in ogni tempo ha cercato qualche modalità per risolvere tale situazione. Infatti
l’essere umano è prioritariamente interessato a risolvere i propri problemi personali ed individuali cercando di soddisfare nel miglior modo possibile le proprie esigenze economiche, sociali e psicologiche, ma sempre manifesta interesse per gli altri e per l’intera compagine umana a partire dai propri familiari a cui è legato da rapporti di convivenza fondati sull’affetto e sull’amore dei consanguinei fino a interessarsi dei propri amici, gruppi di appartenenza, la propria etnia, il proprio popolo, la propria nazione, la propria patria e così via; quindi non è soltanto egoista ma anche altruista, anche se l’interesse primario è prevalentemente egoistico. Tutto ciò viene evidenziato ad esempio dal volontariato e dal cosiddetto terzo settore in tutte le sue declinazioni: la Caritas, la croce rossa, la croce verde, la misericordia, le ONG che oggi sviluppano un grande lavoro di solidarietà umana in tutti i campi e in tutto il mondo. La solidarietà tra gli esseri umani è stata sempre presente prevalentemente dal Cristianesimo in poi ma senz’altro anche nelle epoche precristiane, infatti nell’antico Israele vi era l’obbligo per chi produceva beni di versare al Tempio di Gerusalemme la decima parte dei vari prodotti affinché coloro che non potevano e non dovevano lavorare come ad esempio i leviti, che erano i sacerdoti che si occupavano a tempo pieno del cosiddetto servizio divino, potessero vivere dignitosamente come tutti gli altri; la decima serviva anche per distribuire quanto era possibile per i poveri quindi, in sostanza tutti, oltre i leviti, dovevano pagare la tassa. Troviamo un esempio concreto nel vangelo di Matteo, capitolo 17, 24-27: “Venuti a Cafarnao, quelli che riscuotevano il didramma si rivolsero a Pietro e gli dissero: <<il vostro maestro non paga il didramma?>>. Ed egli:<<sì>>. Quando tornò, Gesù lo prevenne dicendo:<<che te ne pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono tasse e tributi, dai loro figli oppure dagli estranei?>>. Ed egli: <<dagli estranei>>. Allora Gesù disse:<<perciò i figli ne sono esenti. Ma per non scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il pesce che per primo abboccherà;
aprigli la bocca e vi troverai uno statere. Lo prenderai e lo darai loro per me e per te>>”. Forme primordiali di aiuto e di solidarietà si possono trovare anche nell’antica Grecia, dove i cittadini più ricchi andavano incontro alle esigenze dello Stato e della polis mediante un sistema di contribuzione diretto, in cui appunto veniva fornito direttamente allo stato ciò di cui aveva effettivamente bisogno. Nell’antica Roma, invece, la prima fonte di entrata ordinaria da destinare alle istituzioni pubbliche era la “vectigal” che riguardava la complessità dei redditi che lo stato romano era in grado di trarre dai beni demaniali. Se, dunque, è vero che l’essere umano in quanto tale non è solo egoista, se in lui si cela un velo di altruismo che lo porta a spingersi oltre i suoi confini personali, che cosa può veramente fare una volta varcata la soglia del terzo millennio? Che cosa possiamo fare noi per l’essere umano e per la sua evoluzione animico-spirituale? Qual è la chiave e la soluzione alla luce dei continui cambiamenti cui stiamo assistendo al giorno d’oggi?

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