Il British Medical Journal sostiene il reddito di base anche per la salute


Il BMJ, Britsh Medical Journal, ha pubblicato un editoriale che sostiene il reddito di base a partire dagli effetti sulla salute. Secondo gli autori “le prove confermano i benefici per la salute e possono indicare la via da seguire”. L’editoriale si concentra sull’aumento della povertà nel prossimo periodo: “secondo la Banca Mondiale le persone in condizioni di povertà estrema aumenterà di 70-100 milioni solo nel 2021”.

Secondo gli autori che affrontano anche l’impatto della pandemia da Covid19 “dal marzo 2020, l’aumento della disuguaglianza e i drastici cambiamenti nel mercato del lavoro hanno costretto i governi a implementare iniziative economiche, come i programmi di reddito di base, che in precedenza sarebbero stati politicamente insostenibili” e che i dati raccolti dei numerosi schemi “di reddito di base suggeriscono che possono essere una preziosa aggiunta ad altre iniziative per alleviare la povertà e migliorare i risultati di salute a livello globale”.

Il BMJ si concentra poi sullo studio della sperimentazione finlandese nel 2017,  anche se ritiene che “la maggior parte delle prove proviene da paesi meno sviluppati. Uno studio su 24 criteri per definire i trasferimenti di denaro nell’Africa sub-sahariana ha esaminato anche l’impatto sulla salute riportando gli effetti positivi, inclusa una maggiore probabilità di usufruire dei centri di assistenza sanitaria”. Ma il focus è stato dedicato anche all’impatto del reddito di base sulla povertà anche in relazione alla questione della mortalità da Covid19. In America Latina, secondo l’articolo, le ricerche “hanno riportato una riduzione considerevole della povertà a breve termine con un reddito di base. La povertà e le difficoltà economiche sono intrecciate con il peggioramento delle condizioni di salute. Le prove suggeriscono che la riduzione della povertà porta a miglioramenti per la salute mentale e l’accesso a un’alimentazione di qualità. Nel recente studio OpenSafely su oltre 17 milioni di adulti nel Regno Unito, lo stato di deprivazione economica era fortemente associato alla mortalità covid-19”. Gli autori hanno anche approfondito il tema della “povertà infantile. I bambini nella fascia di reddito più bassa del 20% hanno una probabilità 4,5 volte maggiore di sviluppare gravi problemi di salute mentale rispetto a quelli della fascia più alta”.

Inoltre si è sottolineato il fatto che “in Finlandia, i destinatari del reddito di base hanno riportato tassi più bassi di depressione, solitudine, tristezza e tensione mentale generale. Mentre l’ Innovations for Poverty Action ha studiato l’effetto di uno studio randomizzato del reddito di base universale su 14.474 famiglie keniote di 295 villaggi. I tassi di malattie fisiche, problemi di salute mentale e fame erano significativamente più bassi nelle famiglie che ricevevano pagamenti. Nel 2020 è stata pubblicata una revisione degli studi, incentrata sugli effetti del reddito di base universale sulla salute. Ventisette studi hanno riportato benefici per la salute, tra cui una mortalità ridotta, un miglioramento della salute degli adulti e una maggiore fornitura di sostanze nutritive per i neonati di basso peso alla nascita”.

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