Varoufakis per un reddito di base. In sostegno al referendum in Svizzera


L’ex ministro delle Finanze della Grecia spiega perché una reddito universale di base potrebbe salvarci.  Yanis Varoufakis, ex ministro delle finanze della Grecia in un’intervista al giornale svizzero Tages Anzeiger sostiene la proposta di un reddito di base universale con una particolare attenzione al nuovo futuro del lavoro. L’intervista è stata pubblicata in vista del voto referendario in Svizzera per un reddito di base universale che si terrà nel mese di giugno 2016. In caso di successo dei SI al referendum, si introdurrà per la prima volta al mondo un reddito di base universale ed incondizionato. Varoufakis sostiene che “con le nuove tecnologie ci saranno meno posti di lavoro e questo potrò ridurre ridurre il ceto media. Nello stesso tempo questo potrà causare una ulteriore concentrazione del reddito e della ricchezza nelle classi più ricche. Per questo è necessario introdurre un reddito di base.La robotizzazione [del lavoro] è in corso, ma i robot non potranno certo acquistare i prodotti da loro creati. Pertanto, è necessario un reddito di base per compensare questo cambiamento e stabilizzare una società che ha una ricchezza disuguale sempre più crescente.”
Varoufakis indica anche alcuni esperimenti, come quello degli anni ’70 in Canada, che mostrano che le persone non solo non si siedono a casa tutto il giorno, ma non hanno nemmeno lasciato il loro posto di lavoro. Inoltre, “In Svizzera solo il 2% degli intervistati ha detto che in caso di un reddito di base smetterebbero di lavorare.”
Alla dichiarazione del sindacato Economiesuisse che sostiene che l’introduzione di un reddito di base farebbe del popolo svizzero un popolo dedito all’ozio, Varoufakis,  risponde che “è un peccato si abbia una immagine cosi negativa del popolo svizzero. Meno concorrenza tra le persone e angoscia di perdere il lavoro al contrario renderà le persone più creative, creando così nuova ricchezza.”
Per leggere tutta l’intervista (in inglese) clicca qui

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