Germania: mezzo milione di firme per un reddito di base


Come in altri paesi, l’emergenza legata al coronavirus, in Germania, rende la situazione economica sempre più precaria per molte persone. Per molti, si tratta di un esperienza drastica, in particolare per i lavoratori autonomi che non avranno prestazioni di lavoro a breve termine. È vero che in Germania i è già oggi un sussidio minimo di sussistenza da parte dell’ufficio di previdenza sociale (circa 400 € / mese), ma permangono ostacoli burocratici e per molte persone è semplicemente troppo poco per poterne pagare le loro attuali spese di sostentamento.

In questa situazione, sono emerse rapidamente numerose petizioni di grande successo. La più grande, con 460.000 firme in quattro settimane, è la petizione lanciata dalla designer Tonia Merz «Con il reddito di base incondizionato attraverso la crisi del coronavirus». La proposta per la quale si chiede di firmare chiede l’introduzione di un reddito di base incondizionato per 6 mesi. Le riflessioni che hanno portato a tale proposta si basa sull’enorme impatto che la crisi sanitaria ha avuto sull’economie dei lavoratori autonomi, dello spettacolo, dei precari etc. Tuttavia, la petizione sottolinea che il reddito di base non dovrebbe applicarsi solo a coloro che lavorano in maniera autonoma o nella piccola impresa. Il reddito di base di 6 mesi dovrebbe quindi essere dato a tutti  – e allo stesso tempo dovrebbe essere un primo test su scala nazionale per l’introduzione di un reddito di base incondizionato generalizzato.

Esiste un’altra petizione simile, con 288.000 firme, del controtenore David Erler intitolata «Aiuto per liberi professionisti e artisti durante il coronavirus», che si rivolge esplicitamente a liberi professionisti e richiede un reddito, anche temporaneo, ma incondizionato.

Ma c’è anche una petizione ufficiale di grande successo al Parlamento tedesco. Viene dall’attivista del reddito base Susanne Wiest. Chiede l’introduzione di un reddito di base incondizionato per tutti i cittadini a breve termine e per un periodo di tempo limitato, ma per il tempo necessario a riprendersi dall’impatto economico della pandemia di Corona. «Dovrebbe garantire mezzi di sussistenza a tutti e consentire la partecipazione alla società. Si parla di un importo di 1000 € a persona».

Fonte: Bien

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