Galles: in arrivo un programma pilota di reddito di base


Il primo ministro gallese Mark Drakeford ha impegnato il governo in un processo per l’implementazione di un reddito di base subito dopo l’elezione di maggio.
Finora non sono stati rilasciati molti dettagli, ma quello che sappiamo è che il think tank Autonomy ha pubblicato un documento informativo su UBI  all’inizio di quest’anno e ha delineato un piano dettagliato  su come potrebbe apparire un programma pilota di sperimentazione.

Si stima che tale programma pilota costerebbe 99 milioni di sterline in due anni con la partecipazione di 5.000 persone, metà in un’area rurale e metà in un ambiente urbano. Ciò ammonterebbe allo 0,6% del budget 2021/22 del governo gallese.

Helena Hyatt, dell’UBI Lab Caerphilly, ha affermato che il distretto della contea sarebbe adatto per un tale programma: «È un territorio straordinariamente vario. Ha aree di ricchezza e ha aree di povertà. Pensiamo che sia una buona area per provare un reddito di base per tutti.Stiamo spingendo per un programma completo perché vogliamo testarlo. Quando arriveranno i risultati, vogliamo che siano conclusivi».

La Rete UBI Lab è un’organizzazione di gruppi locali che propone da tempo un reddito universale. Helena Hyatt ha contribuito alla fondazione dell’UBI Lab Caerphilly: «Il reddito di base universale non è solo per le persone a basso reddito. Lo scopo del lavoro è sopravvivere – se sei fortunato fai qualcosa che ti piace – ma le persone lavorano male quando sono dall’altra parte della frusta».

«Il reddito di base universale potrebbe capovolgere questa situazione. Si tratta di cambiare il rapporto con il lavoro in modo da poter fare quello che più desideri. Tanto lavoro peraltro è già non retribuito, dalla cura alle arti. Per me, questo è l’obiettivo di un reddito di base universale: rompere il legame tra la necessità di sopravvivere e l’attività umana».

Fonte: Basic Income Today

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