Francia: “ho testato il reddito di base: per la prima volta nella mia vita ho vissuto normalmente”


L’operazione “Il mio reddito di base” (Mon revenu de base), avviato da Julien Bayou, segretario nazionale di Europe Ecologie Les Verts (EELV), mirava a testare il concetto di reddito di base incondizionato per poter dimostrare gli effetti se fosse pagato a tutti. L’idea del politico era quella di creare un’associazione che realizzasse una sperimentazione di un reddito di base per un anno a persone estratte a sorte. Nicole, una donna delle Indie occidentali, faceva parte dell’esperimento di Julien Bayou. Una storia per dimostrare come potrebbe funzionare un reddito di base in Francia.
“Quando sono stato scelta, mi ci è voluto un pò per ammettere che non si trattava di una truffa”, ricorda Nicole, che ha partecipato alla sperimentazione dell’associazione “Mon revenu de base” (Il mio reddito di base). Un’iniziativa lanciata nel 2018 da Julien Bayou, segretario nazionale di Europe Ecologie Les Verts (EELV). L’idea? Distribuire 1.000 al mese, per 1 anno, alle persone estratte a caso da un database di volontari. L’origine del denaro? Una richiesta di donazioni, attraverso un crowdfunding, alla quale hanno partecipato moltissime persone.

Il Reddito di base incondizionato ed universale è una somma di denaro, da versare in maniera incondizionata a tutti durante la loro vita. Un concetto politico e sociale che i sostenitori affermano come una soluzione generale alla povertà, alla disuguaglianza e alla frenesia del lavoro nelle nostre società moderne.

Nicole non vuole che si conosca la sua isola di origine o chi sia o cosa faccia. “Il mio reddito di base”, l’ha individuata navigando sul web. “Julien Bayou ha dovuto chiamarmi per convincermi che ero stata effettivamente sorteggiata”, afferma Nicole. Nicole ha un lavoro e guadagna un salario decente. “Tranne il fatto che ho carichi molto pesanti. Una bambina ancora a casa che sta crescendo da sola, un’anziana madre che deve prendersi cura anche a casa, un prestito importante per una casa il cui lavoro non procede, ecc. Una vita, quindi, senza assistenza sociale”. Mentre riceveva questo reddito di base, dunque aggiuntivo, Nicole non ha smesso di lavorare o essere attiva. Anzi, ha dichiarato: “Non vedo perchè avrei dovuto lasciare il mio lavoro, soprattutto perché il reddito di 1000 euro è stato erogato solo per un anno”, ma ancora, “un anno in cui finalmente ho dormito bene, senza pensieri ne stress, per la prima volta nella mia vita adulta “, ha detto. “Per un anno”, continua, “ho smesso di avere una calcolatrice in testa. Per un anno ho vissuto normalmente.” E quando le viene chiesto cosa significhi “normalmente”, lei risponde: “Sono stata in grado di andare dall’oculista, ad esempio, ed acquistare gli occhiali, che non potevo avere visto che pagavo un mutuo.” 

Nicole è stata una delle sei persone che hanno ricevuto un reddito base di 1.000 euro nell’esperimento condotto dall’associazione di Julien Bayou. “Abbiamo persone con profili molto diversi”, ha dichiarato Louis D’Eramo, dell’associazione “My Basic Income”. “Alla fine, pochi di loro hanno cambiato definitvamente la propria vita”, anche perchè il reddito di base era solo per un tempo definito, ma, aggiunge “siamo stati in grado di mostrare, alcuni difetti dell’attuale sistema di assistenza sociale.”

Nicole non conosceva il concetto ne l’idea ne la proposta del reddito di base prima di sperimentarlo. Una vera scoperta, secondo lei, che, dice, l’ha conquistata, soprattutto da quando ha conosciuto la proposta. Ora, dice, “la vedo come un modo per sradicare la povertà, per davvero, ed è un reddito che dobbiamo dare incondizionatamente a tutti!” Ma, chiede, “chi avrà il coraggio di realizzarlo come un vero progetto?”

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Fonte: Guadaloupe FA

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