Finlandia: interessanti i primi risultati della sperimentazione del reddito di base


La sperimentazione di un reddito di base in Finlandia è giunta al termine dei due anni come concordato. L’Istituto KELA che si occupa dello studio della sperimentazione rende pubblici i primi risultati. Lo studio dei dati è ancora in corso e dunque, secondo KELA, non è ancora possibile trarre conclusioni definitive. Malgrado ciò i primi risultati sono molto interessanti: il reddito di base ha migliorato il benessere delle persone e non ha disincentivato al lavoro, ha reso le persone meno stressate e più fiduciose verso il presente ed il futuro.

 

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Durante la valutazione della sperimentazione del reddito di base sono stati studiati alcuni output, e dunque gli effetti, basati su alcuni criteri di osservazione.  Il legame tra reddito ed occupazione, del benessere dei partecipanti, della fiducia saranno pubblicati per primi.

Lo studio degli effetti sull’occupazione si basa sui dati raccolti durante il primo anno della sperimentazione. Questi sono stati, volutamente, studiati con un ritardo di un anno, il che significa che i risultati per il secondo anno dell’esperimento saranno pubblicati, come da programma, nei primi mesi del 2020.

“Sulla base di un’analisi dei dati a livello annuale, possiamo dire che durante il primo anno dell’esperimento i beneficiari del reddito di base non erano né migliori né peggiori del gruppo di controllo, nel trovare un impiego nel mercato del lavoro” , dice Ohto Kanninen , coordinatore della ricerca presso l’Istituto del lavoro per la ricerca economica (KELA). Ricordiamo infatti che i 2000 beneficiari del reddito di base incondizionati sono stati scelti a caso tra i beneficiari del sussidio di disoccupazione e dunque condizionati ad accettare un lavoro. Dunque molti dei dati si rifanno al confronto tra i due gruppi: i beneficiari del reddito di base incondizionato ed i beneficiari di un sussidio di disoccupazione (gruppo di controllo) condizionato al lavoro. Coloro che hanno ricevuto un reddito di base avevano in media 0,5 giorni in più di occupazione. Il numero medio di giorni di lavoro durante l’anno è stato di 49,64 giorni per i beneficiari di un reddito di base e di 49,25 per il gruppo di controllo.

La percentuale di coloro che avevano avuto guadagni o un reddito da lavoro autonomo era di circa un punto percentuale più alto dei beneficiari di un reddito di base (43,70% e 42,85%). Ancora una volta, l’ammontare dei guadagni e dei redditi da lavoro autonomo è stato in media di 21 euro più basso per i beneficiari di un reddito di base che per il gruppo di controllo (€ 4.230 e € 4.251). Dunque il reddito di base in sostanza ha fatto si che anche guadagnando meno (con i redditi da lavoro autonomo), i beneficiari potessero continuare a fare quel lavoro senza incorrere in una situazione di “povertà da lavoro”. Questo dato è particolarmente interessante perchè, trattandosi di lavoro autonomo si presume che sia un lavoro sulle quali le persone, in questo caso i beneficiari del reddito di base, hanno investito in termini di interesse e attivazione.

I beneficiari di un reddito di base percepiscono il loro benessere come migliore

Gli effetti dell’esperimento del reddito di base sul benessere sono stati studiati attraverso un questionario telefonico come da programma. Secondo le dichiarazioni raccolte, i beneficiari di un reddito di base percepivano il loro benessere come migliore del gruppo di controllo. Il 55% dei beneficiari di un reddito di base e il 46% del gruppo di controllo percepivano il loro stato di salute buono o molto buono. In relazione allo stress (dato dalla condizione di difficoltà economica) tra i beneficiari del reddito di base è del 17% dei beneficiari ed al 25% del gruppo di controllo.

“I beneficiari di un reddito di base avevano meno sintomi da stress, meno difficoltà di concentrazione e meno problemi di salute rispetto al gruppo di controllo. Erano anche più fiduciosi nel loro futuro e nella loro capacità di influenzare i problemi della società “, afferma Minna Ylikännö , Lead Researcher di Kela.

I beneficiari di un reddito di base, sempre secondo i dati raccolti, hanno detto di essere anche più fiduciosi nelle loro possibilità di trovare un impiego o di essere più attivi. Inoltre, ritenevano che grazie al reddito di base si ha meno burocrazia in merito all’accesso delle prestazioni di sicurezza sociale e che un reddito di base rendeva più facile accettare un’offerta di lavoro o avviare un’impresa.

“I risultati dell’analisi del registro e del sondaggio non sono contraddittori. Il reddito di base può avere un effetto positivo sul benessere generale del beneficiario, anche se a breve termine non necessariamente migliora le prospettive di occupazione della persona”, afferma Ylikännö.

I beneficiari di un reddito di base sono stati selezionati attraverso un campione casuale tra coloro che nel novembre 2016 ricevevano un sussidio di disoccupazione da Kela. Il gruppo di controllo era composto invece da coloro che nel novembre 2016 hanno ricevuto un sussidio di disoccupazione da Kela ma non sono stati selezionati per l’esperimento del reddito di base.

Dati che possono essere utilizzati per rimodellare il sistema di sicurezza sociale

Lo studio di valutazione dell’esperimento del reddito di base ha prodotto numerosi dati che possono essere utilizzati per rimodellare il sistema di sicurezza sociale in Finlandia e non solo. Tutti i risultati della sperimentazione saranno pubblicati in più fasi durante il 2019 e il 2020. Ad aprile 2019 saranno pubblicati nuovi dati.

L’Istituto Kela è responsabile dello studio e della valutazione insieme all’Istituto di ricerche economiche VATT, all’Istituto del lavoro per la ricerca economica, all’Università di Turku, all’Università di Helsinki, all’Associazione centrale finlandese per la salute mentale e al Think-tank Tänk.

“Valutazioni attendibili degli effetti dell’esperimento saranno disponibili quando tutti i materiali raccolti saranno stati analizzati tenendo conto dei parametri che costituiscono il quadro generale dell’esperimento. Successivamente, potremmo valutare i possibili effetti dell’introduzione di un reddito di base in Finlandia”, afferma Olli Kangas , direttore scientifico del progetto di ricerca e professore presso l’Università di Turku.

Esperimento eccezionale

L’esperimento del reddito di base è stato un esperimento sociale eccezionale sia a livello nazionale che internazionale in quanto è stato realizzato come un esperimento sul campo e randomizzato su scala nazionale. La partecipazione all’esperimento non è stata volontaria, il che significa che è possibile trarre conclusioni più attendibili degli effetti dell’esperimento rispetto a precedenti esperimenti basati sulla partecipazione volontaria.

L’esperimento è stato realizzato su 2.000 disoccupati selezionati a caso a cui è stato corrisposto un reddito di base mensile di 560 euro, indipendentemente da qualsiasi altro reddito che potrebbero aver avuto o dal fatto che stessero attivamente cercando lavoro. L’esperimento è iniziato il 1 ° gennaio 2017 e si è concluso il 31 dicembre 2018.

“Le lezioni apprese durante la pianificazione e l’implementazione dell’esperimento forniscono una solida base per la pianificazione di nuovi esperimenti sociali ambiziosi – ad esempio un’imposta negativa sul reddito”, afferma Olli Kangas.

L’esperimento è stato lanciato dal governo del primo ministro Juha Sipilä . L’obiettivo era quello di studiare come sarebbe possibile rimodellare il sistema di sicurezza sociale finlandese in modo che corrisponda meglio ai cambiamenti nella vita lavorativa. L’esperimento è stato implementato da Kela, l’Istituto delle assicurazioni sociali della Finlandia.

Un ultima considerazione su come alcuni hanno inteso raccontare i primi risultati sui media

La sperimentazione finlandese ha avuto una forte eco internazionale e la stampa di molti paesi ne ha dato notizia definendolo come un primo risultato molto interessante e con uno sguardo molto ottimista. In Italia il quotidiano La Repubblica ha inteso, al contrario di molti quotidiani internazionali, titolare con un altisonante “Reddito di base, la Finlandia ammette il flop“. Forse una lettura superficiale e sbrigativa, che sembra destinata alle solite beghe italiche di politica nazionale. Un titolo quantomeno speculativo visto che altri mezzi di informazione, come Wall Street Italia titolano “chi ha ricevuto il reddito universale non ha lavorato di meno“, ad esempio. La questione della “creazione di lavoro” in verità non era una centralità della sperimentazione, quanto al contrario, osservare se il reddito di base avesse avuto effetti nella disincetivazione al lavoro tra i percettori del reddito di base incondizionato ed i percettori di un sussidio di disoccupazione condizionato al lavoro. Ecco, da questo punto di vista, i risultati sono ottimi. Non è accaduto, come pensano molti, che l’incondizonatezza, cioè il non essere obbligati ad accettare qualsiasi lavoro, abbia portato i beneficiari ad essere dei nullafacenti. Anzi è successo esattamente l’opposto. Certo, se si pensava che il reddito di base creasse lavori dal nulla… ma d’altronde neanche gli sgravi fiscali costati miliardi di euro hanno creato lavoro.

Dunque i primi dati affermano che il reddito di base non ha affatto disincentivato i beneficiari a non cercare lavoro o riattivarsi in altre attività. Dunque la lettura che hanno dato alcuni quotidiani italiani (molti hanno in sostanza replicato la notizia come riportata da La Repubblica), è pretestuosa. Anche perchè, come ben chiarito da KELA, questi primi risultati sono parziali, riguardano il primo anno e non sono definitivi. Dire che il reddito di base in Finlandia è stato un flop, è alquanto azzardato e forse poco serio. Ma come hanno titolato alcuni altri giornali internazionali? Qui alcuni esempi: Le MondeIn Finlandia, il reddito di base è una fonte di benessere per i suoi beneficiari“; Futurism titola “Il reddito di base universale non farà lavorare di meno le persone“; oppure La Vanguardia “Il reddito di base in Finlandia ha aumentato la qualità della vita dei suoi beneficiari”.

Per questo continuiamo ad essere in trepidante attesa della pubblicazione di ulteriori dati nei prossimi mesi come indicato dall’Istituto Kela.

 

Per maggiori informazioni:

Olli Kangas, direttore scientifico del progetto di ricerca, Professor of Practice, Università di Turku, tel. +358 45 138 3790, firstname.lastname@utu.fi

Minna Ylikännö, capo ricercatore, Kela, tel. +358 50 313 8712, firstname.lastname@kela.fi

Ohto Kanninen, coordinatore della ricerca, Istituto del lavoro per la ricerca economica, tel. +358 9 2535 7348, firstname.lastname@labour.fi

Essi Rentola, direttore del Ministero degli affari sociali e della salute, tel. +358 295 163 155, nome.cognome@stm.fi

Risultati preliminari dell’esperimento di reddito di base finlandese 2017-2018 http://urn.fi/URN:ISBN:978-952-00-4035-2

Studio sperimentale su un reddito base universale https://www.kela.fi/web/en/experimental-study-on-a-universal-basic-income

Fonte Epressi.com

 

 

 

 

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