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Dopo la “settimana per il reddito” si continua a firmare in tutta Italia per il reddito minimo garantito.

di Reddito Garantito.it

Il comunicato pubblicato sul sito della campagna per la legge dio iniziativa popolare per l’introduzione di un reddito minimo garantito in Italia dopo la “settimana per il reddito” che si è tenuta dal 15 al 21 novembre 2012.

 

Con oltre 70 iniziative in tutta Italia si è caratterizzata la “settimana per il reddito garantito”. 7 giorni dal 15 al 21 ottobre in cui dal sud al nord del paese si sono organizzati dibattiti, presentazioni di libri, incontri, flashmob, approfondimenti, banchetti per la raccolta firme, cene sociali, azioni comunicative e tante altre idee che hanno dato vita ad una fantastica mobilitazione in forma autonoma ed indipendente (http://www.redditogarantito.it/settimana-rmg-appuntamenti/). A tal proposito vi consigliamo di fare un giro sul web per cercare le tantissime foto che riprendono i tanti momenti di questa “settimana” perché tantissime iniziative non sono neanche contate tra le 70 che abbiamo raccolto!

La “settimana per il reddito garantito” è stata un’idea promossa per dare ancora più forza ed energia alla campagna per la proposta di legge popolare per un reddito minimo garantito in Italia. La risposta è stata un urlo che ha attraversato l’Italia e che ha saputo portare per le strade, le piazze, i mercati, i luoghi di socialità come mai prima d’ora, il tema del diritto ad un reddito garantito. Una presa di parola forte che sta caratterizzando questa campagna popolare per un nuovo diritto sociale e che nel raccogliere le firme ha trovato una pratica vecchia come il tempo ma necessaria come non mai: parlare tra le persone di un nuovo diritto come il reddito garantito. Ed è questa già una grande vittoria per tutti coloro che si sono e si stanno mobilitando per far si che la raccolta firme arrivi al fatidico obiettivo delle 50mila. Una vittoria per tutti coloro che si sono mobilitati e che hanno saputo portare un tema cosi importante ed urgente per il nostro paese tra le strade delle città, confrontandosi con chi non era d’accordo, simpatizzando e trovando nuove energie per coloro che dicevano “finalmente!”, guardando con curiosità ed attenzione coloro i quali spiegavano quanto “sarebbe necessario” un reddito garantito e di quanto la crisi morde la vita delle persone. “Sono una pensionata, mio figlio è disoccupato e mia nipote precaria, non posso lasciare nessuna eredità, ma metto la firma per il reddito garantito, cosi lascio loro un diritto nuovo!” In questa frase, raccolta al banchetto per le firme a Roma nel popolare quartiere di Casalbruciato, c’è la sintesi che racconta meglio a quante persone questa campagna ha parlato e sta parlando. Per questo non dobbiamo smettere, anzi dobbiamo rilanciare.

Dalla metà di giugno ad oggi sono state centinaia le iniziative promosse in tutta Italia ed ancora altre sono in procinto di essere realizzate (http://www.redditogarantito.it/#!/dove-firmare) e tanti i luoghi fissi dove poter firmare. Ad oggi sono 106 le adesioni collettive di associazioni, reti e movimenti, e in molti continuano ad aderire; 66 le adesioni di partiti e sedi sindacali, più di 40 le adesioni a firma singola di personalità della cultura, della politica, della società civile tra le quali proprio nei giorni della “settimana per il reddito” quella di Stefano Rodotà che in una nota dice di aderire alla campagna per un reddito minimo garantito perché ” un tassello essenziale nella costruzione di una agenda politica ne reticente ne demagogica (http://www.redditogarantito.it/#!/adesioni).
Di fronte a noi abbiamo ancora qualche settimana per raccogliere le firme per il reddito minimo garantito ed è necessario dare continuità a questa straordinaria esperienza fino alla chiusura della campagna che sarà i primi di dicembre prossimo.
Non ce la sentiamo di dire “un ultimo sforzo ” ma al contrario crediamo che di questa esperienza possiamo e vogliamo dire: “sarà un piacere”! Perché la campagna non finirà con la consegna delle fatidiche 50mila firme, ma sarà importante continuare con quella pratica usata in questi mesi: parlare nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di socialità con le persone, i precari/le precarie, le donne, gli uomini, i giovani, i disoccupati. Starà nel comunicare la necessità di questo diritto e la potenzialità che il reddito garantito potrà determinare per la vita delle persone, permettendo a coloro che vivono in questo paese di riappropriarsi di un nuovo tempo di vita.

Dunque avanti fino alle 50mila firme. Se saranno di più, avremo ancora più ragioni da urlare!

 

www.redditogarantito.it

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