Dopo la Brexit. Reddito di base in Scozia: Progress in a Time of Chaos


L’aumento dei senzatetto e la povertà infantile sono aumentati drasticamente nel Regno Unito negli ultimi anni, poiché le riforme ai sostegni al reddito come l’universal credit  hanno peggiorato le condizioni delle persone in difficoltà  economica. Tuttavia, nonostante l’austerità in corso e l’incertezza sulla Brexit, nuove idee per un cambiamento positivo trovano spazio per guadagnare terreno. In Scozia, il reddito di base incondizionato è entrato nell’agenda politica e i consigli comunali come il governo scozzese stanno esaminando i risultati degli studi e delle proposte per introdurlo. Jamie Cooke, capo dell’RSA Scozia, si chiede da dove provenga l’interesse per il reddito di base e cosa potrebbe significare per la Scozia, il Regno Unito e il movimento globale del reddito di base.

Molti notano un certo caos nel Regno Unito proprio ora che si è giunti alla Brexit. Mentre affrontiamo questo pasticcio cresce l’interesse per un nuovo referendum sull’indipendenza scozzese. Inoltre continuano a svilupparsi nuove idee per cambiare la vita in Scozia e nel Regno Unito. Questa discussione è stata in parte alimentata dalla realizzazione di quanto il sistema di previdenza sociale britannico, dopo l’introduzione dell’universal credit, sia fondamentalmente difettoso. Annunciato per la prima volta nel 2010, questa misura di reddito minimo condizionato, aveva lo scopo di semplificare la moltitudine di sussidi nel Regno Unito in un unico pagamento. Tuttavia, questa misura si è rilevata insoddisfacente e le scelte politiche deliberate sulla gravità delle sanzioni e dei periodi di attesa hanno minato il sistema sin dall’inizio.

Rapporti di agenzie diverse come il National Audit Office e il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e sui diritti umani, il professor Philip Alston, hanno definito l’universal credit un fallimento e non in grado di raggiungere gli obiettivi che si suppone fossero stati creati. L’universal credit è un sistema fondato sulla diffidenza e sulla punizione delle persone in difficoltà economica. Sono infatti previste sanzioni per i richiedenti per la minima infrazione e il suo design è così scoraggiante e incomprensibile che molte persone rinunciano ad accedere al supporto a cui hanno diritto. Il cambiamento è quindi necessario: se l’universal credit è destinato al fallimento, cosa dovrebbe sostituirlo?

In Scozia, a questa domanda, il dibattito ha portato all’idea di un reddito di base. Basandosi su precedenti lavori in Scozia di economisti come Annie Miller e la defunta Ailsa MacKay, e in particolare, grazie al lavoro della Fairer Fife Commission del 2015 , il reddito di base è rapidamente passato da un concetto marginale ad una proposta ed un dibattuto che ha raggiunto livelli più alti in tutta la società civile. Il governo scozzese ha impegnato 250.000 sterline per studiarne la fattibilità ed esplorare il potenziale che progetti pilota possano offrire in Scozia. Quattro aree del paese – Glasgow, Edimburgo, North Ayrshire e Fife – si sono unite come potenziali siti per sperimentare il reddito di base . Ora c’è l’opportunità di portare avanti la discussione ed esplorare cosa potrebbe significare un reddito di base per la Scozia e il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha accolto con favore l’innovazione di questa proposta. Il gruppo di studio per la fattibilità di questi progetti pilota ha appena pubblicato il rapporto intermedio e nel 2020 pubblicherà il rapporto finale e le raccomandazioni su quale tipo di esperimenti, se possibile, possono essere condotti in Scozia.

Il reddito di base ha ricevuto un enorme interesse per diversi motivi. Essendo una nazione piccola e ampiamente progressista, la Scozia offre uno spazio realistico per il cambiamento sociale. Oltre a questa apertura, la Scozia ha profondamente radicate le questioni relative alla disuguaglianza ed al contrasto alla povertà cosi come al tema della salute e del welfare. Inoltre alcune aree si sono dimostrate molto resistenti alle riforme di politica sociale adottate negli ultimi decenni dal governo di Londra. Ciò ha aperto il dibattito per un cambiamento in Scozia, cosi come la volontà di sperimentare idee nuove. Il nostro lavoro presso la RSA ha dimostrato che un reddito di base in Scozia, anche a un livello modesto, potrebbe avere un impatto significativo sulla povertà e sulla miseria. A un livello leggermente più alto, eliminerebbe del tutto la miseria in Scozia. Questo potenziale, nemmeno considerando gli effetti positivi sul comportamento e sul benessere, è  diventata una sfida eccitante da esplorare in un paese come la Scozia.

Universal Credit: un sistema che non funziona

Non vi è dubbio che è stata una importante apertura e un maggiore interesse verso il reddito di base in Scozia e sull’opportunità che questa proposta offre per un vero cambiamento in futuro. Tuttavia, una serie di sfide si aprono. L’aspetto più critico è il rapporto tra la Scozia ed il Regno Unito. Attualmente circa il 15% della spesa e del processo decisionale in materia di previdenza sociale è devoluto al parlamento scozzese, mentre la maggior parte rimane sotto il controllo del governo britannico. In termini di introduzione o sperimentazione di nuovi sistemi come il reddito di base, o addirittura di modificare le misure fallimentari dell’attuale sistema sociale, il governo scozzese e i membri del parlamento scozzese hanno dei limiti di intervento. Anche se una nuova agenzia scozzese di previdenza socialeè stata istituita con i poteri aggiuntivi a seguito del referendum sull’indipendenza del 2014, attualmente è focalizzato sul cambiamento di mitigare i peggiori impatti creati dall’introduzione del universal credit. Il governo scozzese sta spendendo circa 100 milioni di sterline all’anno per alleviare gli effetti dei tagli ai sussidi introdotte dal Regno Unito. In questa fase, il cambiamento rimane difficile. Il Dipartimento del lavoro e delle pensioni (DWP) del governo britannico è un ostacolo significativo per gli esperimenti sul reddito di base. Dato che il dipartimento gestisce il sistema di previdenza sociale britannico, avrebbe un ruolo fondamentale in qualsiasi esperimento di reddito di base, o altro, volessimo introdurre. Se dovesse adottare un approccio ostile al reddito di base (cosa molto probabile data la posizione dell’attuale governo britannico), allora esperimenti di un reddito di base su larga scala sarebbero praticamente impossibili da realizzare. Cosi come modificare profondamente l’attuale sistema dell’Universal Credit. Oltre al complesso meccanismo di devoluzione così com’è, l’universal credit stesso è ancora in fase di implementazione. Questa implementazione ha avuto luogo in diversa misura in luoghi diversi e, in alcune aree, l’interazione tra benefici e legislazione sta creando molti più danni che benefici. Con il sistema nel caos e tra coloro che sono in prima linea e che devono lavorare per prevenire danni agli utenti ed ai beneficiari del sostegno, lo spazio per l’innovazione su argomenti come il reddito di base è limitato. Trovare percorsi attraverso quello spazio è un compito importante per tutti coloro che cercano di creare nuove idee attorno all’idea di un nuovo contratto sociale.

L’opportunità nell’incertezza costituzionale

Il caos politico in corso non può essere trascurato ed è una barriera agli esperimenti del reddito di base su larga scala. L’incertezza sulla Brexit, con gli impatti sociali ed economici che comporta, rende difficile fare di più che semplicemente rimanere a galla. Allo stesso modo, anche la prospettiva di un secondo referendum sull’indipendenza scozzese rappresenta una enorme sfida. Le restrizioni  costituzionali rendono più ardua la discussione per avviare esperimenti su larga scala del reddito di base e l’innovazione spaventa entrambe le parti, poiché nessuno vuole sbagliare. Dato che questa incertezza può durare anni, le complessità politiche legate alla sperimentazione sono significative. Questa prospettiva può sembrare negativa e ci sono certamente numerose difficoltà che ci si presentano. Ma ciò non significa che il progresso di questa proposta sia impossibile, o addirittura non già in corso. Come accennato, il fatto stesso per cui si parli di reddito di base in tutto il paese è un enorme risultato. L’attuale caos incoraggia enti di beneficenza, residenti e altri a mettere in discussione lo status quo e chiedersi in che tipo di società desideriamo vivere. In molti modi, e in sintonia con le reazioni della società civile che stanno aumentando  a partire dalla crisi climatica – emerge un senso di rifiuto nell’accettare che le cose debbano continuare sempre in maniera uguale. Questa è una buona cosa: rimuove il reddito di base dall’essere una questione politica di qualche partito e invece consente di essere collegato alla ricerca e all’esperienza del mondo reale per un’idea di società nuova.

Il caos politico e costituzionale offre anche opportunità per nuove coalizioni sociali e di interesse. Il reddito di base in Scozia diventa dunque una proposta che pone anche l’accento sul fatto che la Scozia abbia il potere di introdurlo. Tuttavia, sebbene l’indipendenza sia una strada per raggiungere questo obiettivo, ci sono anche argomenti che potrebbero essere fatti affinchè venga introdotto anche nel Regno Unito molto più federale, o attraverso ulteriori competenze per una maggiore autonomia e maggiori poteri alla Scozia. Queste possibilità significano che mentre un potenziale referendum sull’indipendenza potrebbe rallentare il processo per avviare esperimenti più ampi di un reddito di base, ma allo stesso tempo potrebbe consentire uno spazio di discussione ancora più ampio ed approfondito proprio a partire dal divario costituzionale attualmente presente con Londra. D’altronde anche molti laburisti, come il cancelliere ombra John McDonnell ha indicato che un governo laburista britannico sosterrebbe esperimenti di reddito di base nel resto del Regno Unito.

Movimento globale in crescita

La crescita dell’interesse per il reddito di base nel Regno Unito sta rafforzando il dibattito e la ricerca di opportunità per sperimentarlo. La Scozia non è più sola in questo ed il dibattito cosi come le attività si stanno sviluppando altrove. Una rete di attivisti in tutto il nord dell’Inghilterra ha saputo coinvolgere i consigli comunali di Sheffield e Liverpool per sostenere la proposta di sperimentare il reddito di base e sono nate delle nuove reti sotto il nome UBI Labs per sviluppare e condividere conoscenze, idee, attività ed azioni utili a sperimentarlo in ambito locale in molte città del Regno Unito. In Galles, il Primo Ministro Mark Drakeford ha già mostrato interesse per gli esperimenti sul reddito di base e la rete di attivisti della rete Basic Income Wales sta portando con ancora maggior vigore il ​​dibattito. Anche l’interesse globale è importante, poiché il lavoro in Scozia si collega con idee simili in Canada, Stati Uniti, Finlandia e altrove.

Sono queste connessioni che offrono l’opportunità di fare passi avanti anche per lo sviluppo del dibattito in Scozia. Con le complessità, politiche e strutturali, descritte sopra, è tempo di ripristinare le aspettative sugli esperimenti sul reddito di base. La realtà è che anche gli esperimenti su larga scala non possono essere definitivi  ma possono dimostrare alcuni degli effetti che questa idea e questa proposta può determinare nell’arco temporale dell’esperimento stesso. Tuttavia, gli esperimenti sono utili – forniscono alcune indicazioni sugli impatti e le opportunità per le persone ma anche per i politici cosi da poter interagire con questa idea innovativa senza per forza doversi impegnare definitivamente nel sostenerla a priori. Inoltre, gli esperimenti consentono alla società civile e alle comunità di riformulare ciò che si ritiene priorità ed importante cosi da poterla rimodellare in base alle condizioni sociali o territoriali in cui la sperimentazione è in corso.

Alla luce di ciò, le fasi sperimentali del reddito di base in Scozia molto probabilmente saranno all’inizio esperimenti su piccola scala, che potenzialmente si svolgono per brevi periodi di tempo con piccoli gruppi di persone. Sebbene forniscano dati limitati, consentiranno comunque di fare verifiche accurate e realistiche del modello individuato, del funzionamento del reddito di base, delle strutture o dei servizi di supporto che potrebbero essere richiesti insieme a un reddito di base cosi come alcuni potenziali impatti su altre dinamiche come il tema della salute. Inoltre, mettere in rete queste opportunità (eventualmente realizzate con le organizzazioni della comunità e i loro membri) con il movimento più ampio che sostiene il reddito di base, può renderle ancora utili e preziose. Un piccolo esperimento condotto con 20 persone a Glasgow potrebbe non fornire molti dati, ma se quell’esperimento è collegato e analizzato insieme ad altri che si svolgono a Sheffield, Leeds, Porth in Galles e Hamilton in Ontario, Canada, improvvisamente si crea una fonte di dati e di esperienze molto più ricca per il dibattito mondiale. Queste piccole sperimentazioni, purché chiari sui loro limiti, potrebbero essere relativamente economici e semplici da realizzare, creando modelli che potrebbero essere utilizzati in una varietà di contesti. 

Vi sono significative opportunità per il dibattito sul reddito di base di continuare ad andare avanti, anche di fronte a numerose complessità. È possibile che le relazioni intermedie e finali del gruppo di lavoro scozzese possano suggerire altri modi per affrontare alcune delle questioni sopra esposte: l’attuale eccitazione è che i micro-esperimenti e la costruzione di una più ampia rete possano definire effettivamente un disegno comune.

Tra il caos e l’incertezza, le persone in Scozia, lavorando con colleghi nel resto del Regno Unito e in tutto il mondo, stanno scegliendo di non accettare lo status quo ma di sognare e realizzare un mondo migliore. È un movimento entusiasmante a cui partecipare, i progressi sono possibili anche nei momenti più difficili.

Tratto da Green European Journal (Jamie Cook)

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