Coronavirus: più di 500 personalità politiche e accademiche da tutto il mondo, per un reddito di base universale


Il virus Covid-19 si diffonde rapidamente in tutto il mondo, minando le fondamenta stesse dell’economia globale. E proprio perché le pandemie non possono essere affrontate con le normali misure di salute pubblica, il collasso economico globale richiede molto di più delle tradizionali politiche di welfare.

In tutto il mondo, i posti di lavoro vengono persi; i lavoratori autonomi sono senza lavoro; i mutui sono inadempienti; e gli affitti non possono più essere pagati. Le società in cui la grande maggioranza della popolazione lavora nel settore informale, saranno colpite in modo particolarmente duro – al di là dei guadagni, non c’è quasi nessuna rete di sicurezza. Il nostro intero sistema economico globalizzato si basa sul movimento continuo, di persone e di merci e in questo momento, si sta arrestando. Senza un drastico intervento del governo, le imprese chiuderanno, la disoccupazione andrà alle stelle e l’economia entrerà in una forte recessione e forse anche in una seconda Grande Depressione.

È tempo che i governi mettano in atto un reddito di base universale d’emergenza, assicurando che tutti nella loro giurisdizione abbiano abbastanza soldi per comprare il cibo e prodotti di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Da solo, il reddito di base non sarà sufficiente – i migranti e i detenuti, per esempio, avranno bisogno di un sostegno specifico per la loro situazione, ed evidentemente cibo e assistenza sanitaria devono essere forniti a tutti. Ma un reddito di base incondizionato dovrebbe giocare un ruolo centrale nella risposta di emergenza a questa crisi. Senza di esso, si perderanno delle vite.

Fonte: Indipendent

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