Corea del Sud: il reddito di base nell’agenda del dibattito politico


L’idea di garantire che tutti abbiano almeno un reddito di base è entrato a pieno titolo nel dibattito politico in Corea del Sud. L’idea, sostenuta in primo luogo dal governatore della provincia di Gyeonggi, il governatore Lee Jae-myung, è diventata rapidamente un argomento molto dibattuto tra i contendenti alla presidenza del paese asiatico.
I sostenitori affermano che è un mezzo per ridurre il crescente divario della ricchezza e compensare la perdita di posti di lavoro. Gli oppositori temono che ciò che chiamano la “misura populista” mettere in crisi le casse dello Stato e non riuscirebbe ad assistere efficacemente la popolazione colpita dalla pandemia.
Mentre le parti opposte discutono, rimane una certa confusione su come funzionerebbe il sistema e cosa comporterebbe. Nessuna delle parti può dire con certezza se il reddito di base farà parte dell’era post-COVID-19 della Corea.
In questo articolo, il Korea Herald ha cercato di dare alcune risposte alle domande dei lettori sull’approccio della Corea al reddito di base e sugli ostacoli per far comprendere meglio la proposta, a partire proprio da quella avanzata dal governatore della provincia di Gyeonggi Lee Jae-myung.

Cos’è il reddito di base universale? Di chi è questa idea?
L’idea risale al XVI secolo, ma la discussione è tornata nell’agenda coreana grazie ad una forte spinta proveniente dal governatore della provincia di Gyeonggi Lee Jae-myung. Il politico progressista di sinistra, membro del Partito Democratico della Corea, al governo, è stato tra coloro che hanno dato un forte sostegno all’idea del reddito di base già dal 2017. La proposta di Lee vedrebbe ogni coreano ricevere 500.000 won ($ 455) nel primo anno, 1 milione di won nell’anno successivo. L’importo finale è simile a quello che una famiglia riceve nell’ambito del Programma di sicurezza e sussistenza sociale statale per le persone che vivono in povertà.

Come il governatore prevede di  finanziare il programma?
Secondo Lee ci vorrebbero 26 trilioni di won, o circa il 4,7% del budget di 558 trilioni di won della Corea per il 2021, per finanziare il programma nel suo primo anno. Inizialmente, Lee ritiene che sarebbero sufficienti piccoli aggiustamenti all’interno del bilancio generale. Per fornire 250.000 won a persona ogni trimestre, o 1 milione di won a persona ogni anno, il governatore Lee afferma che lo stato avrebbe bisogno di altri 25 trilioni di won, che potrebbero essere ottenuti terminando i programmi di esenzione fiscale esistenti. Per la fase successiva del programma, fornendo 500.000 won a persona ogni mese, sarebbero necessari circa 317 trilioni di won e Lee riconosce che gli aumenti delle tasse sarebbero inevitabili. Lee, che ha ripetutamente chiesto tasse più elevate per le grandi società e le persone ad alto reddito, ha detto in un post di Facebook all’inizio di questo mese che la Corea dovrebbe essere pronta a imporre più tasse e passare a uno stato sociale più forte.

Perché questa idea ha avuto maggior attenzione proprio ora?
La proposta di Lee ha ottenuto un ampio sostegno nel corso dell’ultimo anno, poiché sempre più famiglie hanno incontrato difficoltà finanziarie a causa della pandemia. Rigide regole di distanziamento sociale hanno limitato molte imprese nel normale funzionamento delle attività, ed è diventato evidente che non tutti avevano una fonte di reddito stabile durante la pandemia, con la Corea che registrava perdite di posti di lavoro a livelli record cosi come tante persone hanno subito gravi perdite di reddito. La proposta del reddito di base ha avuto un forte sostegno della sinistra coreana come mezzo per rinnovare il sistema di welfare nazionale e ridurre la povertà.
Mentre l’automazione e i progressi tecnologici continuano, i paesi si trovano ad affrontare la prospettiva di una disoccupazione di massa poiché le macchine e l’intelligenza artificiale aumenteranno. E molti hanno visto il reddito di base universale come una soluzione possibile per questi cambiamenti.
Inoltre la proposta è vista anche come un possibile soluzione all’invecchiamento della popolazione. Potrebbe alleggerire l’onere finanziario di prendersi cura del numero crescente di persone anziane man mano che la forza lavoro si riduce. 

Quale è stata la reazione al piano di Lee?
Il pubblico in generale sembra sostenere l’idea di Lee. In un recente sondaggio, è emerso che lui sarebbe il potenziale candidato presidenziale più favorito. Ma l’atmosfera negli ambienti politici è molto diversa. L’idea è diventata un argomento di dibattito tra i candidati alla presidenza di tutti i partiti. Il suo programma di reddito di base universale proposto non è in linea con le politiche del Partito Democratico e le critiche sono arrivate sia dall’interno che dall’esterno del partito al governo. Il presidente del Partito Democratico,Lee Nak-yon, ha definito il piano del governatore Lee “irrealizzabile”, dicendo che nessun paese ha mai reso il reddito di base universale una politica permanente. Il primo ministro Chung Sye-kyun ha fatto commenti simili in un’intervista a Bloomberg News, dicendo che è una proposta “politica basata sul populismo” è “destinata a fallire”. Anche i candidati alle presidenziali dei partiti di opposizione hanno denunciato la proposta del governatore Lee con ragioni simili.

Perché così tanta opposizione e quali sono i possibili risultati negativi?
L’idea di Lee è stata criticata principalmente per essere troppo radicale e irrealistica. I critici sostengono che raccogliere più di 300 trilioni ogni anno attraverso una tassazione aggiuntiva graverebbe eccessivamente sul pubblico. Il ministro delle finanze Hong Nam-ki ha affermato a ottobre che “il reddito di base universale non è qualcosa da introdurre facilmente come testimoniato nei casi stranieri, nel sentimento pubblico e nei risultati finanziari attesi”. L’idea di Lee non è riuscita a ottenere il sostegno dei partiti di opposizione, sebbene alcuni conservatori abbiano espresso il sostegno per i programmi universali di reddito di base se i programmi di assistenza sociale, come i piani pensionistici per la pensione e l’invalidità, fossero stati eliminati.
Per i conservatori, il vantaggio di un tale programma è che ridurrebbe l’onere per il sistema di welfare dello stato e consentirebbe una maggiore libertà di scelta per le persone.
Ma l’approccio di Lee è radicalmente diverso. Il governatore sostiene il mantenimento dell’attuale sistema di welfare statale e l’aggiunta del programma di reddito di base universale per integrare i programmi esistenti. Nella sua visione, il programma aumenterebbe il ruolo del governo e trasformerebbe la Corea in uno stato sociale, un’agenda che la parte liberale sostiene da decenni. Poiché il programma imporrebbe un onere finanziario maggiore e comporterebbe l’imposizione di più tasse per compensare i suoi costi, esperti e politici temono che possa aumentare i livelli di debito della Corea più velocemente di quanto il paese potrebbe adattarsi e potrebbe demotivare le persone dalla partecipazione attiva al mercato del lavoro.

Se la Corea implementerà un programma di reddito di base su vasta scala per tutta la sua popolazione, sarà il primo paese al mondo a farlo. Il tema del reddito è uno degli argomenti più importanti nel discernere anche il prossimo presidente alla guida del paese, come testimoniato dall’immenso interesse tra i candidati alle presidenziali.

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