Catalogna un sondaggio dice che ci vuole un reddito di base


Un sondaggio realizzato in Catalogna dichiara che il 72,3% della popolazione catalana sarebbe a favore di un reddito di base di 650 euro al mese. Mentre una netta maggioranza (72,3%) sostiene la proposta di un reddito di base, il 20% ha dichiarato di essere in disaccordo mentre il 7,6% non si pronuncia. La proposta presentata al sondaggio prevede “un reddito di 650 €  al mese distribuiti a tutta la popolazione come un diritto di cittadinanza, che sarebbe finanziato da una riforma fiscale che implicherebbe una redistribuzione del reddito dal 20% più ricco per il resto della gente”. L’indagine su 1.600 persone residente in Catalogna è stato condotto lo scorso luglio 2015 dalla società Gesop e richiesto dalla Red Renta Basica, la rete BIEN spagnola. Questo sondaggio conferma il crescente interesse in Spagna per il tema del reddito di base. Una indagine simile era stata promossa anche in Francia ed ha visto il sostegno alla proposta di un reddito di base di oltre il 60% degli intervistati cosi come un altro sondaggio promosso in Finlandia e che ha visto l’80% dei cittadini intervistati essere favorevoli a tale proposta.
Mentre tutti i segmenti socio-economici e demografici della popolazione ha mostrato una maggioranza a sostegno di un reddito di base, ma il ssostegno più forte si trova tra le persone che si dichiarano di sinistra (82%) e Centro-sinistra (73%) ma anche tra coloro che si dichiarano di destra (64%). Il ssostegno più debole alla proposta è venuto da chi si dichiara di centro-destra (56,2%) e Centro (62,7%). Anche le categorie di persone che hanno un alto reddito sono quelle che sono più restie alla proposta di un reddito di base. L’indagine indica che una netta maggioranza di persone (86,2%) sarebbe disposto anche a fronte di recivere un reddito di base incondizionato di continuare a lavorare come al solito, il che contraddice chiaramente la solita critica che si fa sul reddito di base incondizionato come se fosse una misura che non incentiva al lavoro. Solo l’8% dei partecipanti ha dichiarato di voler lavorare di meno, e il 2,9% ha detto che avrebbero smesso di lavorare del tutto.

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