Basic Income e occupazione in Brasile


Eduardo Matarazzo Suplicy

I problemi principali legati alla distribuzione della Bolsa Familia è il rifiuto di offerte lavorative perchè accettare un lavoro può significare la perdita del sussidio nel momento in cui il reddito da lavoro supera il tetto di reddito stabilito per accedere al programma. Il Reddito di Cittadinanza è un’indennità monetaria incondizionata ed uguale per tutti. Il programma della Bolsa Familia potrebbe essere interpretato come un passo verso il Reddito di Cittadinanza.

Il Brasile – con i suoi 189 milioni di abitanti e un reddito pro capite di 4,323 di dollari USA – ha iniziato il 2007 con prospettive economiche ottimiste. Nel 2006 il tasso d’inflazione, pari al 3.1%, e’ stato il piu’ basso da quando il target dell’inflazione e’ stato introdotto nel 1999 e uno dei piu’ bassi nella storia economica del paese, mentre il PIL e’ cresciuto del 3.7%. Cio’ malgrado, la redistribuzione di reddito in Brasile e’ ancora estremamente iniqua. Nel 2001 l’1% piu’ ricco della popolazione possedeva il 13.8% del reddito del Brasile, mentre il 50% piu’ povero otteneva solamente il 12.7% del reddito nazionale. La percentuale di brasiliani in stato di assoluta poverta’ e’ cresiuta dal 35.8% nel 2002 al 37.5% nell’anno seguente, in larga parte a causa delle difficili condizioni dell’economia nel 2003. Ma la ripresa del Brasile l’anno successivo e le politiche sociali messe in atto hanno ridotto il tasso della popolazione povera al 34.6% nel 2004. Il tasso di disoccupazione nelle sei principali aree metropolitane e’ sceso dal 12.5% nel 2002 al 9.3% nel Gennaio 2007[1]. Tuttavia, la continua disuguaglianza e gli alti livelli di disocuppazione contribuiscono di certo all’alto tasso di criminalita’ e alle ondate violente di rivolta che caratterizzano di frequente le aree metropolitane piu’ vaste, come San Paolo e Rio de Janeiro.

1. La Bolsa Familia: un primo passo

Il Presidente Lula, all’inizio del suo primo mandato nel 2003, ha annunciato il cosiddetto Programma Fame Zero (di annullamento cioe’ del problema della fame) che comprendeva diverse misure come la riforma agraria, gli incentivi all’agricoltura familiare, l’espansione del credito ai piccoli e medi produttori, la costruzione di cisterne nelle regioni semi aride, la creazione di ristoranti popolari e la distribuzione di prodotti alimentari nelle situazioni d’emergenza. Il programma prevedeva anche la distribuzione di voucher alimentari per le famiglie povere. Il Programma Fame Zero si aggiungeva ai programmi di distribuzione di reddito avviati nel periodo finale dell’amministrazione del Presidente Fernando Henrique Cardoso, come la Bolsa Escola (Programma di Sostegno Scolastico) e la Bolsa Alimentacao (Programma di Sostegno Alimentare).

Nell’Ottobre del 2003, il Presidente Lula decide di unificare i diversi programmi di distribuzione di reddito nel programma della Bolsa Familia, secondo il quale tutte le famiglie con un reddito pro capite sotto un certo livello – 120.00 Real (R$) al mese[2] – hanno diritto ad un supplemento di reddito di 50.00 R$ se il reddito familiare e’ inferiore a 60.00 R$ al mese, piu’ un supplemento di 15.00 R$, 30.00 R$ o 45.00 R$ per, rispettivamente, uno, due, tre o piu’ figli a carico fino all’eta’ di 15 anni e 11 mesi. Quindi, il sostegno al reddito puo’ variare da 15.00 R$ a 95.00 R$. Esistono alcuni requisiti, comunque: le donne incinte e i bambini in fase di allattamento devono presentarsi per esami medici presso i centri pubblici di assistenza sanitaria; i bambini fino ai 6 anni di eta’ devono essere vaccinati secondo il calendario del Ministero della Sanita’; i bambini dai 7 ai 16 anni devono frequentare la scuola, con una percentuale di presenza alle lezioni pari almeno all’85%.

Il programma della Bolsa Familia si e’ esteso notevolmente passando da una copertura di 3.5 milioni di famiglie nel dicembre del 2003 ad una di 11.2 milioni nel luglio del 2006. Questo dato corrisponde a quasi tutte le famiglie in Brasile con un reddito pro capite mensile inferiore a 120.00 R$. Poiche’ in media ogni famiglia e’ costituita da quattro membri, questo significa che quasi 45 milioni di persone (un quarto della popolazione brasiliana) beneficiano del programma.

C’e’ consenso tra i ricercatori economici brasiliani rispetto agli effetti positivi della Bolsa Familia (Marques, 2005; Silva e Silva, 2006). Marcelo Neri (2005, pp. 38-40) afferma, ad esempio, che “la coniugazione di crescita economica e migliore distribuzione di reddito ha dato come risultato una significativa riduzione del tasso di poverta’ in Brasile nel 2004…E’ stato un anno in cui abbiamo avuto la ripresa del mercato del lavoro, con la creazione di lavori regolari, e una nuova generazione di programmi sociali come la Bolsa Familia”. In un articolo pubblicato in Folha de S. Paulo il 18 dicembre 2005 Jose Alexandre Scheinkmann sostiene: “Malgrado sia un programma relativamente esiguo, [che] nel 2005 ha speso circa lo 0.3% del PIL, la Bolsa Familia, grazie al fatto che si e’ concentrata sui segmenti piu’ poveri, [gioca] un ruolo importante nel processo di riduzione della poverta’ in Brasile”. La significativa espansione del programma della Bolsa Familia ed i suoi effetti, tra altri fattori, ha contribuito alla rielezione del Presidente Lula con il 60.8% di voti nelle elezioni del 2006.

2. Dalla Bolsa Familia al Reddito di Cittadinanza

I problemi principali legati alla distribuzione della Bolsa Familia sono l’iscrizione fraudolenta e il rifiuto di offerte lavorative – perche’ accettare un lavoro puo’ significare la perdita del sussidio nel momento in cui il reddito da lavoro supera il tetto di reddito stabilito per accedere al programma. La Bolsa Familia e’ una sorta di programma di imposta negativa sul reddito che distribuisce un reddito minimo garantito ad un quarto della popolazione brasiliana, producendo un modesto grado di liberta’ e dignita’ per i lavoratori che altrimenti sarebbero costretti ad accettare pessime condizioni lavorative e bassi salari.

Risultati migliori si otteranno quando il governo brasiliano implementera’ la Legge No. 10.835/2004, un progetto di legge approvato dal Congresso Nazionale nel 2003 e ratificato dal Presidente Lula l’8 gennaio 2004. Questa legge introduce il Reddito di Cittadinanza a partire dal 2005 a favore di tutti i residenti brasiliani e dei cittadini stranieri che risiedono nel paese da piu’ di 5 anni, indipendentemente dalla loro condizione sociale ed economica. Il Reddito di Cittadinanza e’ un’indennita’ monetaria incondizionata ed uguale per tutti. L’importo verra’ stabilito ad un livello sufficiente a coprire i bisogni minimi di ogni persona, tenendo in considerazione il grado di sviluppo e le possibilita’ finanziarie del Brasile.

Il programma della Bolsa Familia potrebbe essere interpretato come un passo verso il Reddito di Cittadinanza. Secondo le direttive del Ministro dell’Istruzione, Fernando Haddad, le famiglie con studenti fino ai 18 anni di eta’ potranno iscriversi al programma della Bolsa Familia. Quest’innovazione mira a ridurre la dispersione scolastica tra i giovani tra i 15 e i 17 anni: l’eta’ in cui molti iniziano a lavorare per aiutare la famiglia.

Nell’esaminare i pro ed i contro del programma della Bolsa Familia, la societa’ diverra’ sempre piu’ consapevole di come il graduale passaggio al Reddito di Cittadinanza contribuira’ al sano sviluppo del paese nei seguenti termini: eliminazione della burocrazia in quanto non sara’ piu’ necessario sapere quanto guadagnano gli individui per poter loro assegnare il Reddito di Cittadinanza; rimozione del senso di vergogna causato dal fatto che le persone debbano dichiarare il loro reddito per ottenere il Reddito di Cittadinanza; precisazione che tutti hanno diritto a ricevere il Reddito di Cittadinanza, indipendentemente dal reddito e dalla condizione lavorativa; riduzione dell’insidia della disoccupazione e della poverta’ attraverso l’eliminazione della dipendenza economica; assicurazione che qualsiasi impresa economica che verra’ avviata migliorera’ le proprie condizioni (guadagnando benefici economici maggiori oltre il Reddito di Cittadinanza); rimozione dell’incentivo per i lavoratori a non registrarsi come datori di lavoro; sostegno della dignita’ umana e della liberta’ in virtu’ del fatto che tutti ricevono un reddito di cittadinanza come diritto inalienabile a condividere la ricchezza del paese. Il reddito di cittadinanza contribuira’ anche alla competitivita’ del paese e al suo sviluppo, con un maggior senso di equita’ tra tutta la popolazione (Suplicy, 2002; 2006).

Rispetto all’argomentazione che il reddito di cittadinanza scoraggera’ le persone a lavorare, bisogna considerare quanto segue: se il reddito di cittadinanza fosse implementato oggi con un modesto valore mensile di 40.00 R$ pro capite, una famiglia di quattro persone riceverebbe 160.00 R$. Il salario minimo oggi e’ di 380.00 R$. Quindi, le persone avrebbero la seguente scelta: un reddito di 160.00 R$ per non lavorare o 540.00 R$ per lavorare – con tutta la dignita’ che un lavoro puo’ portare. Quale alternativa e’ la migliore? Inoltre, se ci sono persone che si rifiutano di lavorare, ce ne sono ancora molte altre che accettano il lavoro felicemente, contribuendo all’aumento del tasso d’occupazione. Il tasso d’occupazione aumentera’ anche a causa dell’aumento della domanda di beni e servizi, come ha gia’ indicato il programma della Bolsa Familia.

La Bolsa Familia e’ finanziata attraverso il Fondo per Combattere e Sradicare la Poverta’, istituito nel 2000 e finanziato da un contributo dello 0.08% su tutte le transazioni finanziare in Brasile. Seguendo una linea simile, una possibile via per finanziare il reddito di cittadinanza e’ la creazione di un Fondo per il Reddito di Cittadinanza, come gia’ proposto da questo autore al Senato brasiliano. Il progetto di legge e’ stato gia’ approvato dal Senato nell’agosto del 2006 ed e’ ora sotto esame dela Camera dei Deputati. Il fondo sarebbe formato dal 10% delle azioni delle compagnie di proprieta’ federale, il 50% delle royalties dallo sfruttamento delle risorse naturali, il 50% delle entrate del servizio delle concessioni da parte del governo, il 50% degli affitti dalle proprieta’ del governo federale e della partecipazione al fisco federale. Verra’ fatta di sicuro resistenza all’approvazione dell’utilizzo di queste risorse poiche’ sono attualmente gia’ usate per altri scopi.

Il senso comune indica che il passaggio dalla Bolsa Familia al Reddito di Cittadinanza richiedera’ alcune trasformazioni: modifiche al complesso sistema di protezione sociale attualmente esistente in Brasile con differenti percorsi per coloro che lavorano nel settore pubblico e in quello privato, modifiche al sistema di assicurazione per la disoccupazione, modifiche al sistema di indennita’ rateizzate continuative per gli anziani e i diversamente abili, modifiche al bonus pagato annualmente dal Fondo di Supporto ai Lavoratori a tutti gli occupati con un reddito fino a due salari minimi, cosi’ come modifiche alle esenzioni fiscali sul reddito[3]. Dal punta di vista politico, sara’ saggio valutare l’istituzione graduale del reddito di cittadinanza all’interno del Forum istituito dal Presidente Lula per studiare la riforma del sistema di protezione sociale.

3. Conclusioni

Persino con un modesto reddito di cittadinanza di 40.00 R$ al mese, pari a 480.00 R$ all’anno, si calcola che, per distribuire tale reddito a 189 milioni di brasiliani, si stanziera’ un totale di 90.7 miliardi di R$ (circa il 5% del PIL). Questa rappresenta una somma enorme se consideriamo che c’e’ una forte pressione nella societa’ per ridurre l’attuale pressione fiscale al 38% del PIL. Distribuire il 5% del PIL in modo equo a tutti i residenti eleggibili, diciamo per dieci anni, piuttosto che distribuire – secondo l’attuale proporzione – circa il 13% del PIL sia all’1% piu’ ricco che al 50% piu’ povero della popolazione, aiutera’ a ridurre in modo sostanziale l’indice di disuguaglianza[4]. Quello in direzione del Reddito di Cittadinanza e’ un percorso lungo, ma piu’ persone saranno consapevoli dei suoi vantaggi piu’ breve sara’ il cammino.

Bibliogarafia

Goldsmith, Scott (2002) The Alaska Permanent Fund Dividend: An Experiment in Wealth

Distribution. 9th BIEN Congress, 12-14 September 2002, Geneva.

Marques, Rosa Maria (2005) A Importância do Bolsa Família nos municípios brasileiros.

Ministério do Desenvolvimento Social.

Néri, Marcelo (2005) “Miséria em queda: Mensuração, Monitoramento e Metas,” Revista

Conjuntura Econômica 59 (12), pp. 38-40.

Scheinkmann, José Alexandre (2005) “Bolsa-Família e pobreza,” Jornal Folha de S. Paulo,

December 18.

Silva e Silva, Ozanira (2006) The Scholarship Family Program. A National Program to

Universalize Income Transfer to all Poor Families in Brazil? paper presented at the

11th BIEN Congress, 2-4 November 2006, Cape Town.

Suplicy, Eduardo Matarazzo (2002) Renda de Cidadania. A Saída é pela Porta. Fundação

Editora Perseu Abramo e Cortez Editora.

Suplicy, Eduardo Matarazzo (2006) Renda Básica de Cidadania. A Resposta dada pelo Vento.

L&PM.

 

Eduardo Matarazzo Suplicy – Praça dos Três Poderes Senado Federal – Ed. Principal Térreo Brasília – DF Brasil

Traduzione a cura di Sabrina Del Pico

Tratto da Infoxoa rivista di quotidiano movimento

 


[1] Dati ufficiali pubblicati dalla Fondazione IBGE e dalla Banca Centrale Brasiliana

[2] Il limite del reddito pro capite familiare era inizialmente stabilito a100 R$ al mese. Nell’Aprile 2006 e’ stato aggiustato a 120 R$.

[3] Il sistema di finanziamento aumentera’ l’importo necessario per poter pagare una somma equa a tutti i residenti brasiliani e agli stranieri che vivono in Brasile da piu’ di 5 anni. Cio’ significa che coloro che guadagnano di piu’ contribuiranno non solo per se stessi ma anche per tutti gli altri, affinche’ tutti possano usufruire del Reddito di Cittadinanza.

[4] Secondo Goldsmith (2002) il Fondo Permanente dell’Alaska, che distribuisce il 6% del suo PIL in modo equo a tutti i residenti, ha fatto dell’Alaska lo Stato piu’ equo dal punto di vista economico degli USA.