Basic Income, Cash Transfers, and Welfare State Paternalism


Douglas MacKay

Testo tratto da The Journal of Political Philosophy: Volume 27, Number 4, 2019 (in inglese).

Spesso la discussione relativa al reddito di base o alle misure di welfare è condizionato da un approccio paternalistico, concentrandosi per lo più su leggi e politiche che vietano o impongono l’uso o l’acquisto di particolari prodotti; “spingono” le persone a fare una scelta piuttosto che un’altra attraverso determinati obblighi comportamentali.
Lo stato sociale che individua misure di welfare condizionate non è solo invasivo, ma è fortemente paternalistico. Restrizioni all’ammissibilità sono imposte al fine di incoraggiare i beneficiari del welfare a vivere la propria vita in un modo che lo stato ritiene giusto per loro. I benefici sono spesso dati in natura piuttosto che in contanti proprio perché lo stato non si fida dei destinatari perchè considera che questi non abbiano le capacità di fare le proprie scelte su come spendere i loro soldi.
Altri sostengono invece le ragioni a favore di un reddito di base.
In questo articolo, si esplora il modo in cui i governi spesso agiscono paternalisticamente nella progettazione dei programmi di welfare e come invece approcciare al tema del reddito di base.

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Si ringrazia Corrado Del Bò per la segnalazione della pubblicazione

 

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