Canada: oltre 40 prelati chiedono un reddito di base garantito


Sono oltre 40 i vescovi della Chiesa anglicana e della Chiesa evangelica luterana in Canada che hanno scritto un appello al Primo Ministro Justin Trudeau, al Vice Primo Ministro Chrystia  e al Ministro delle finanze Bill Morneau, per chiedere che sia introdotto nel paese un reddito di base garantito. “Il reddito di base garantito rappresenta un’opzione politica positiva per oggi e per domani. Può diventare il grande lascito, lasciato da questo governo, che nasce da questa pandemia, parallelamente ai grandi vantaggi sociali sorti durante e dopo i conflitti precedenti: l’assicurazione sanitaria pubblica e la parità di diritti. Il reddito di base garantito è la politica che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli, ai loro figli, al futuro”.

Di seguito alcuni stralci della lettera pubblica:

Una lettera pubblica per il reddito di base garantito

Cari Primo Ministro, Vice Primo Ministro e Ministro Morneau:

Scriviamo da tutto il nostro paese: dalla tundra dell’alto Artico, dalla costa atlantica, dal Canada di lingua francese e inglese, dalle città alla campagna, dalle praterie, dalle montagne rocciose e dalla costa del Pacifico; scriviamo come indigeni e come non indigeni. Scriviamo da diverse tradizioni confessionali. Come vescovi della Chiesa evangelica luterana in Canada e della Chiesa anglicana del Canada scriviamo, guidati dalle nostre convinzioni di fede condivise e dall’obbligo morale di prenderci cura della condizione umana di tutti.

Sebbene rappresentiamo una grande diversità, vi scriviamo perché siamo uniti e moralmente legati in un messaggio comune: il Canada ha bisogno del reddito di base garantito per tutti. Ne abbiamo bisogno oggi.

Apprezziamo il governo per i vari programmi realizzati relativi alla pandemia, tra cui il CERB. Questi programmi rispondono a bisogni vitali. Come si è visto, ciascuno di questi programmi si basa però su specifici criteri di inclusione ed esclusione, con il risultato che esistono diritti diversi per le persone in circostanze diverse. Trovare il modo di accedervi tuttavia può essere scoraggiante e alcuni sono esclusi da tutti i programmi. Aspiriamo dunque nel condividere un obiettivo comune: che nessuno dovrebbe restare indietro e che tutti dovrebbero avere un accesso diretto a un sostegno equo.

C’è un modo per raggiungere questo obiettivo: un’opzione politica alternativa, economica, giusta, basata sull’evidenza chiamata Reddito di base garantito. Come ha scritto Papa Francesco la scorsa settimana: “Questo potrebbe essere il momento di considerare un salario di base universale”. Vorremmo estendere e amplificare le osservazioni del Pontefice: “Questo è il tempo”.

Il Canada ha a lungo considerato il reddito di base come un modo possibile per affrontare le disuguaglianze – dall’esperienza del Mincome in Manitoba, alle recenti sperimentazioni in Ontario. L’ufficio del bilancio parlamentare lo ha studiato. Prove nazionali e internazionali dimostrano che è conveniente; gli studi canadesi suggeriscono che non costerebbe forse più dell’1% del PIL.  Molti studiosi sono fiduciosi che ci sarebbero profitti positivi in ​​ogni aspetto della nostra politica, dalla giustizia alla salute, dall’educazione al benessere sociale.

Raccomandiamo dunque un reddito di base garantito, non solo come una intelligente iniziativa di politica finanziaria, ma anche perché segna la nostra identità di paese che si prende cura l’uno dell’altro. Il reddito di base garantito sarebbe un nuovo contratto sociale, che definisce una nuova relazione tra i canadesi, attraverso il ruolo di mediazione del nostro governo.

Vi incoraggiamo a vedere l’enorme valore economico e sociale di un reddito di base garantito: dai risparmi nei nostri sistemi sanitari ad un’opportunità maggiore per le persone di accedere all’ assistenza per l’infanzia, i trasporti, cibo, rifugiati e aiuti per l’immigrazione, alloggi e in particolare l’autodeterminazione e la salute delle persone.

Il reddito di base garantito rappresenta un’opzione politica positiva per oggi e per domani. Può diventare il grande lascito, lasciato da questo governo, che nasce da questa pandemia, parallelamente ai grandi vantaggi sociali sorti durante e dopo i conflitti precedenti: l’assicurazione sanitaria pubblica e la parità di diritti. Il reddito di base garantito è la politica che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli, ai loro figli, al futuro.

Esortiamo vivamente il governo a introdurre immediatamente il reddito di base garantito per tutte le persone che vivono nel paese – per i nostri cittadini, i nostri rifugiati, ma anche per coloro che si trovano occasionalmente qui in questo momento, durante questa pandemia, impossibilitati di lavorare.

Ripetiamo, da luoghi diversi, con voci e convinzioni diverse: il Canada ha bisogno di un reddito di base garantito per tutti. Ora è il momento di metterlo in atto. Oggi diciamo all’unisono: “Il Canada ha bisogno di un reddito di base garantito per tutti. Ne abbiamo bisogno oggi. ”

Leggi la lettera qui (in inglese)

Fonte: Ubi works

 

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