Svezia: una mozione per studiare il reddito di base in Parlamento


Rebecka Le Moine membro del Parlamento e rappresentante dei Verdi Svedesi ha presentato una proposta di studio e approfondimento del reddito di base in Svezia. Rebecka, 28 anni, particolarmente dedita alle questioni di conservazione della natura, è membro della commissione fiscalità, ambiente e agricoltura.

Nella mozione vengono fatti alcuni riferimenti come le previsioni di John Maynard Keynes di una settimana lavorativa di 15 ore e all’uso generalizzato dell’automazione per sostituire i lavori più ripetitivi e/o troppo impegnativi (o pericolosi). Viene nominato anche Martin Luther King, in particolare le sue posizioni sull’eradicazione della povertà attraverso l’introduzione di trasferimenti di denaro incondizionati. Anche gli esperimenti di reddito di base più noti del mondo – Namibia, Finlandia, Canada, India – sono menzionati, per contestualizzare la mozione e mostrare alcuni dei vantaggi del reddito di base.

La mozione si basa su un approccio più attento al tema dei diritti umani, facendo riferimento alla Carta dei diritti umani delle Nazioni Unite. Concretamente, si appella all’articolo 22, in cui si afferma che tutti i membri della società hanno il diritto a una vita dignitosa. Si fa anche riferimento agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, dal momento che questi invocano l’eliminazione della povertà e l’uguaglianza dei diritti economici per tutte le persone.

La mozione giustifica la necessità di avviare degli studi e degli approfondimento sul reddito di base più in profondità ed in particolare sul fatto che nelle sperimentazioni si nota che le persone diventano più creative quando ricevono denaro in maniera incondizionata. Inoltre connette la relazione tra libertà e civiltà, democrazia e ambientalismo consapevole. Le persone più sicure e meno bisognose sono anche più sensibili e generose. Aggiunge che un reddito di base incondizionato equivale a un cambiamento di potere dalle principali istituzioni della società – governi, corporazioni, chiese, ONG – all’individuo, che ottiene cosi una maggiore capacità di dire di no al lavoro oppressivo, e poter avviare nuove attività o percorsi di vita che non sono sufficientemente valorizzati.

Per quanto riguarda il finanziamento, la mozione cita economisti di prestigio internazionale che affermano che il reddito di base è possibile dal punto di vista della spesa economica. Questa può derivare da risparmi sui costi, con la riduzione o l’eliminazione di determinati benefici sociali condizionati, unitamente a maggiori imposte sull’estrazione di risorse naturali, emissioni di carbonio e sui profitti del settore finanziario.

Maggiori informazioni su [in svedese] su:

Basinkomst “, Motion till riksdagen, Sveriges Riksdag

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