Reddito minimo garantito, lunedi le firme in Parlamento. Radio Fujiko intervista Sandro Gobetti


Radio Città Fujico

Il 15 aprile verranno consegnate alla Camera le firme per la proposta di legge sul reddito minimo.

 

“Stanchi di aspettare, in Italia la gente si suicida per povertà”. La campagna per la proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo garantito aggira l’incertezza politica e lunedì consegnerà al Parlamento le oltre 50mila firme raccolte. 170 le associazioni aderenti.

La campagna per un Reddito Minimo Garantito, iniziata a giugno 2012, ha raccoltooltre 50mila firme in tutta Italia per la presentazione di una legge di iniziativa popolare che introduca la misura, già presente in molti Stati europei.
Il problema che deve affrontare, però, è l’incertezza politica e lo stallo istituzionale che, dallo scioglimento delle Camere il 22 dicembre scorso, sembra aver cristallizzato il Paese.
“Non possiamo aspettare i dieci saggi, l’elezione di un nuovo Capo dello Stato, un eventuale altro scioglimento delle Camere, altre consultazioni, forse altre elezioni e poi chissà cosa altro ancora!”, si legge in un comunicato diffuso dalla campagna.

Le 170 associazioni che hanno aderito alla proposta, quindi, si danno appuntamento a Montecitorio alle 12 di lunedì prossimo, 15 aprile, quando una delegazione consegnerà alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, le firme raccolte.
“Chiediamo sin da ora che la Presidenza della Camera faccia tutto il possibile affinché si avvii un percorso urgente cosi che la proposta di legge sia presa al più presto in considerazione”, fanno sapere i promotori, che puntanto l’accento anche sulla necessità di agire presto.
“I dati ci dicono che un terzo degli italiani sono a rischio povertà – osserva Sandro Gobetti di Bin, una delle realtà che si sono spese per il reddito minimo garantito – I casi come quello di Civitanova Marche sono il segnale che occorre agire in fretta affinché nessun cittadino rimanga con un reddito inferiore ai 600 euro al mese”.

La campagna per un Reddito minimo Garantito è nata l’anno scorso, anche in risposta allariforma Fornero. Uno dei punti su cui fa leva è che misure di sostegno al reddito sono state indicate fin dal 1992 dall’Unione europea e sono ora presenti in molti Stati, ma non in Italia.
Il nostro Paese, semmai, sembra andare in direzione contraria. Ne è testimonianza l’innalzamento dell’età pensionabile introdotto dalla riforma, il tasso di disoccupazione che ha raggiunto massimi storici e problemi contingenti come la scadenza degli ammortizzatori sociali per migliaia di lavoratori vittime della crisi.
“Durante la campagna elettorale – osserva Gobetti – molti partiti si sono espressi favorevolemente sul tema del reddito minimo garantito. Penso al M5S, a Sel, alla lista Ingroia e anche a parlamentari Pd che poi sono stati eletti. Ora il tema sembra sparito dall’agenda in favore di discussioni più politiciste ma, con tutto rispetto, penso che casi come quello di Civitanova Marche abbiano la precenza sull’elezione del Presidente della Repubblica”.

Per ascoltare l’intervista a Sandro Gobetti clicca qui

Radio Città Fujiko 11 aprile 2013

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