La proposta di una tassazione degli utili generati dall’intelligenza artificiale nella Corea del Sud ha innervosito le borse dell’Asia Pacifico ed ha indebolito i future di Wall Street. Un importante politico sudcoreano ha affermato che il Paese dovrebbe pagare ai cittadini un “dividendo sociale” (una sorta di reddito di base) utilizzando le tasse sui profitti derivanti dall’intelligenza artificiale, sottolineando la crescente pressione per redistribuire i guadagni di un boom che ha arricchito molti produttori tecnologici. Il capo dello Stato ridimensiona, ma conferma: “Apriamo un dibattito”. Si tratterebbe di un “dividendo” da destinare ai cittadini, da ricavare dalle entrate fiscali in eccesso generate dai profitti dell’IA, così da redistribuire parte del gettito prodotto dal boom dell’IA: è la proposta di Kim Yong-beom, alto funzionario sudcoreano che, dopo aver scosso i mercati, è stata subito ridimensionata a “opinione personale” dalla presidenza della Repubblica asiatica. Tuttavia, il presidente Lee Jae Myung ha dichiarato su X che il post virale del suo consigliere economico voleva avviare un più ampio dibattito pubblico su come utilizzare un eventuale “tesoretto” fiscale derivante dall’attività economica generata dal settore dell’intelligenza artificiale. L’episodio è l’ultimo esempio di come i politici richiamino l’attenzione su come l’avvento dell’IA rischi di ampliare il divario tra ricchi e poveri. In Corea del Sud, tale preoccupazione è emersa in appelli pubblici ai leader del settore affinché condividano maggiormente i profitti derivanti dal boom globale delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Il successo si deve proprio all’IA. Il boom di investimenti globale sta premiando colossi come Samsung e SK Hynix, che da sole incidono per oltre il 40% del listino principale. In termini di capitalizzazione, la prima ha da poco tagliato il traguardo dei 1.000 miliardi di dollari. Per quest’anno, dovrebbe maturare un utile netto di 330.000 miliardi di won (circa 220 miliardi di dollari), mentre la seconda chiuderebbe l’esercizio in verde di 239.000 miliardi di won (circa 160 miliardi di dollari). Insieme, frutterebbero allo stato un gettito superiore ai 100.000 miliardi di won, che è la previsione sulle entrate dalle imposte di tutte le società coreane. Il boom dell IA potrebbe avere effetti redistributivi potenzialmente enormi. Chi se ne avvantaggerà, vedrà aumentare enormemente le distanze a proprio favore da chi ne resterà escluso. Si pensi ai milioni di posti di lavoro che si stima verranno perduti. Una nuova rivoluzione industriale è alle porte. Allora perché la Borsa di Corea è crollata all’annuncio di un possibile dividendo IA? Il mercato azionario ha iniziato a prendere atto che il boom dei profitti generato dall’avanzamento tecnologico stia già finendo nel mirino dei governi. Questi prima o poi saranno chiamati a rispondere alle richieste di tutela di una fascia della popolazione che si sentirà esclusa dai benefici. E non è un problema che riguarda solo Seul, anzi è globale. La retorica sugli “extra-profitti“ di questi anni sulle imprese del comparto energetico sarà replicata in un contesto più ampio e strutturalmente. Sebbene non siano state fornite cifre a proposito della distribuzione del dividendo IA, alcune indiscrezioni hanno parlato di 500.000-1.000.000 di won (335-670 dollari) all’anno per cittadino.
Fonti: Orafinanza.it ; Investireoggi.it ; Huffingtonpost ;


