Svizzera: la città di Rheinau verso la sperimentazione di un reddito di base


Un cineasta svizzero spera di mostrare in che modo il pagamento di un reddito garantito potrebbe funzionare in pratica, attraverso un esperimento di un anno nella città di Rheinau nel cantone di Zurigo. Secondo il piano, almeno la metà dei 1.300 residenti della città al confine tedesco riceverebbe un reddito di base di 2.500 franchi, con i risultati che produrranno un film-documentario. I soldi per il progetto di sperimentazione verrebbero dalla realizzazione di una campagna di raccolta fondi attraverso un crowdfunding e dalle istituzioni, con il costo totale dell’esperimento stimato tra i tre ed i cinque milioni di franchi, secondo quanto riferito dal quotidiano svizzero NZZ .

 Nella proposta le persone che guadagnano più di 2.500 franchi, sarebbero tenuti a rimborsare i fondi ricevuti durante il periodo di 12 mesi. Il progetto nasce da un’idea della cineasta svizzera Rebecca Panian ispiratasi al referendum del 2016 in cui gli elettori svizzeri hanno votato contro la proposta di un reddito di base. Ma Panian crede fortemente che l’idea sia degna di molta più attenzione. “Sono convinta che ogni esperimento offra spunti interessanti” ha detto in un video [vedi sotto] sul lancio del progetto.

 

Panian prevede di filmare i risultati della sperimentaizone e collaborerà con un team di quattro ricercatori tra cui sociologi, un economista e un esperto dei media.

Il sindaco del comune di Rheinau, Andreas Jenni, ha sostenuto l’idea dell’esperimento sul reddito di base. Ha detto di essere fiducioso che i soldi potrebbero essere raccolti per il progetto.

Le persone che potranno ricevere questo reddito di base potranno iscriversi dal 31 agosto in poi, ma solo i residenti che si sono trasferiti a Rheinau prima del 5 giugno saranno considerati idonei a partecipare.

Rheinau è stata selezionata per l’esperimento del reddito di base tra le 100 città della Svizzera perché la sua struttura demografica la rendeva una “mini-Svizzera”, ha affermato Panian.

Tratto da The Local del 6 giugno 2018

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