Svezia: la SwedBank studia il reddito di base per i paesi baltici


A dicembre 2017, la Swedbank  ha pubblicato un rapporto sulla regione del Mar Baltico dal titolo “Heart-warming growth is a poor excuse to postpone reforms.” Il rapporto include un capitolo sul reddito di base universale, in cui la banca modella l’eventuale fattibilità economica nei Paesi Baltici.

La Swedbank è una banca con sede a Stoccolma in Svezia. Il suo ente di ricerca pubblica valutazioni economiche annuali dei paesi della regione del Mar Baltico, tra cui Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. La relazione e la sintesi del dicembre 2017 si concentrano principalmente sui quattro principali mercati di Swedbank: Svezia, Estonia, Lettonia e Lituania.

Il rapporto evidenzia un momento in cui la crescita economica globale ha aiutato i paesi della regione del Mar Baltico a raggiungere picchi economici ciclici. Tuttavia, afferma che la geopolitica e il populismo in particolare rimangono rischi per un’ulteriore crescita. La Swedbank indica inoltre che l’aumento delle disuguaglianze di reddito, combinato con i timori sulla disoccupazione data dall’automazione e dalla globalizzazione, contribuiscono ad accrescere il populismo e bisogna dunque garantire una crescita economica sostenibile. Il rapporto propone nuove politiche socio-economiche che assicurino che la crescita sia inclusiva dove la prosperità è distribuita equamente tra tutte le classi economiche di un paese.

Il rapporto sostiene che questo periodo di prosperità nella regione baltica abbia creato un contesto ideale per le riforme e gli investimenti nel welfare a lungo termine. Il rapporto fornisce un’analisi approfondita delle economie di Svezia, Estonia, Lettonia e Lituania.

Swedbank affronta il reddito di base universale come una potenziale opzione di riforma che ridurrà le disuguaglianze di reddito e incoraggerà la crescita sostenibile. Il rapporto conclude che gli elementi di un reddito di base o garantito, introdotti con attenzione, potrebbero avere numerosi benefici sociali. Introduce inoltre diversi argomenti a sostegno di un reddito di base, compreso il fatto che questo aumenterà la sicurezza individuale diminuirà i timori riguardo la disoccupazione o la perdita di lavoro. Inoltre, indica come il reddito di base mitighi i problemi connessi con diversi sistemi di sicurezza sociale esistenti. L’argomento è che un reddito di base universale ridurrà al minimo i costi burocratici associati alle attuali misure di sostegno al reddito.

Utilizzando i dati del 2015 sulla spesa pubblica per le protezioni sociali in Estonia, Lettonia e Lituania, Swedbank valuta la fattibilità di un reddito di base in questi paesi. Il rapporto indica due diversi modelli, uno in cui le pensioni di vecchiaia vengono trattenute dagli anziani e l’altro in cui le pensioni sono reintroddo nella nuova misura di reddito di base. Per ciascuno di questi due scenari, il rapporto presenta due ulteriori opzioni: una in cui tutti i residenti di un paese ricevono un reddito di base, e un altro in cui i bambini fino a 16 anni ricevono solo il 50% dell’ammontare del reddito di base destinato agli adulti. Swedbank , con questi questi due esempi, indica che non vi è bisogno di introdurre modifiche rispetto alle entrate fiscali.

Il rapporto rileva inoltre l’impatto di un reddito di base rispetto alla povertà nei paesi baltici. Inoltre indica che nel caso si introduca un reddito di base universale per tutti i cittadini questo ammonterebbe a circa il 25% del PIL per ogni paese.

Swedbank conclude che attualmente un reddito di base universale destinato a tutti i cittadini attualmente non è praticabile ma indica anche che alcune forme di un “modello di reddito di base” potrebbero semplificare e migliorare i programmi di sicurezza sociale e welfare esistenti. Gli autori suggeriscono che i governi potrebbero migliorare l’accessibilità dei loro sistemi eliminando le forme di condizionatezza troppo stringenti per coloro che richiedono un sostegno al reddito. In sostanza propongono un reddito minimo garantito meno condizionato e più accessibile. Propongono inoltre che sia introdotta una sorta di riduzione graduale del beneficio economico, piuttosto che una  fuoriuscita dal sostegno una volta che una persona abbia avuto la possibilità di trovare un’occupazione. Questo perchè tale sistema potrebbe aiutare ed incentivare i destinatari a rimanere nel mercato del lavoro, piuttosto che fare un “lavoro obbligatorio” per non perdere il reddito minimo.

Un’altra alternativa proposta è un reddito “parziale” garantito consegnato solo a particolari coorti di persone. Ad esempio, la Lituania dispone di un programma esistente che prevede un reddito minimo destinato a tutti i bambini senza alcuna condizione relativa al reddito familiare.

 

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