Stati Uniti: nel Mississipi un reddito di base per le donne madri


In America, le donne di colore hanno purtroppo una enorme probabilità di vivere in povertà. Mentre il tasso ufficiale di povertà negli Stati Uniti si aggira attorno al 12%, aumenta di circa il 21% quando si tiene conto del genere e del colore della pelle. La maternità, e i costi esorbitanti di crescere dei bambini in America , aggravano ulteriormente la questione.

Per questo da dicembre del 2018 e per un anno intero, a Jackson nel Mississippi, si darà vita ad un progetto pilota di reddito di base che mira ad affrontare le disparità di ricchezza sui temi legati al genere ed alla maternità. In particolare  si interverrà su donne madri di colore alle quali sarà erogato un reddito di base di 1000 dollari al mese. Il progetto pilota, chiamato Magnolia Mother’s Trust , inizierà con 15 donne che riceveranno cosi un reddito garantito. Aisha Nyandoro, l’amministratore delegato di Springboard to Opportunities , un’organizzazione no-profit con base a Jackson che guida il programma, punta ad arrivare a coinvolgere almeno 100 famiglie. Il reddito di base poposto intende intervenire per far si che le persone escano dalla condizione di difficoltà economica e superino la soglia di povertà. Secondo i promotori questo creerà benefici sia per i beneficiari che per le loro comunità.

Magnolia Mother’s Trust è il primo programma pilota che non intende realizzare un reddito di base universale ma si vuole concentrare solo su una fascia sociale specifica. Sostenere specificamente madri di colore, secondo Nyandoro, significa richiamare l’attenzione sul problema della povertà sistematica in particolare verso alcune comunità di Jackson, dove l’80% della popolazione è di colore e circa il 30% vive al di sotto della soglia di povertà.

Attraverso il suo lavoro con l’associazione Springboard, Nyandoro ha realizzato incontri e interviste con persone che vivono in condizioni di povertà . Ciò che più di ogni altra cosa le persone vedevano come principale problema era la mancanza di denaro. “Le persone non hanno abbastanza soldi per accedere alle cose di base, come il cibo”, dice. Nyandoro, afferma che tutti gli incontri svolti hanno rafforzato un pensiero che aveva già da tempo: “Perché non possiamo semplicemente dare denaro alle persone e toglierci di mezzo?” Troppo spesso, specialmente negli Stati Uniti, l’assistenza per le persone che vivono sotto la soglia della povertà infatti si presenta sotto forma di buoni spesa o di crediti, benefit pieni di restrizioni ed obblighi, che spesso limitano il modo in cui le persone possono accedere a risorse come cibo e materiale scolastico. Per Nyandoro, invece, l’opzione di fornire alle persone abbastanza denaro per ridare dignità e consentire alle persone non solo di sopravvivere, ma di costruire una vita autodeterminata attorno alle proprie scelte, ha suscitato un notevole interesse.

Inizialmente l’idea era di avviare un progetto triennale che avrebbe raggiunto 100 famiglie. Si è invece deciso di avviare un progetto pilota per raccogliere dati e prove del fatto che un approccio al reddito di base avrebbe creato benefici tangibili per le madri nere che vivono in povertà. “Quello che stiamo facendo è un pò diverso, e dobbiamo avere tutti i dati per dimostrare che il nostro approccio funziona”, dice Nyandoro. Al momento dunque l’avvio sarà quello di un progetto pilota ed i beneficiari saranno scelti attraverso una “estrazione casuale” tra le donne incontrate e che vivono in alloggi popolari. Nyandoro sostiene che questa è stata una scelta di trasparenza cosi come per essere ancora più chiara sul progetto pilota ha voluto condividere i rischi e i benefici di ricevere il reddito di base. I $ 1.000 al mese, in molti casi, potrebbero quasi raddoppiare il reddito annuale dei beneficiari (i redditi nelle comunità più povere di Jackson si aggirano intorno ai $ 15.500 l’anno ), e questo potrebbe significare che alcune donne possono avere delle riduzioni di ulteriori benefici. “Il nostro sistema di supporto sociale è punitivo”, afferma Nyandoro. “Siamo stati molto determinati a definire il reddito di base a 1.000 dollari, perchè cosi possiamo offrire alle donne risorse sufficienti per compensare eventuali sanzioni che potrebbero incontrare”.

Per portare a termine il progetto, Springboard ha collaborato con l’Economic Security Project, una società  filantropica presieduta dal co-fondatore di Facebook Chris Hughes (che ha recentemente scritto un libro per il reddito di base), la fondatrice di Peers.org, Natalie Foster, e Dorian Warren , presidente del Centro per azione di cambiamento della comunità. L’ESP, che finanzierà anche un altro progetto pilota di reddito di base per il prossimo anno a Stockton, in California, ha finanziato il progetto pilota della Magnolia Mother’s Trust, cosi che Nyandoro è stato in grado di portare a Springboard più soldi per realizzare il programma.

Nel corso del programma pilota, che durerà 12 mesi, verranno raccolti dati qualitativi su come il denaro influisce sulla vita delle donne, sulla partecipazione alla comunità e sulla spesa. Le 15 donne che ricevono il reddito di base avranno anche accesso, se lo desiderano, di sostenere attraverso Springboard i fondi per il progetto, e come sfruttare l’opportunità che si presenteranno alla fine del programma. Nyandoro spera infatti che il progetto pilota fornisca le necessarie prove per ampliare il programma e raggiungere cosi molte altre donne e mamme che vivono in povertà, sia a Jackson che in altre comunità. “Questa per noi è una grande opportunità”, dice Nyandoro. “Questa è giustizia sociale, questa è giustizia economica”.

Tratto da Fast Company 17 settembre 2018

Qui un altro articolo da Business Insider

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