Sondaggio: il 68% degli europei a favore del reddito garantito.


L’istituto tedesco Dalia Research ha pubblicato i risultati della sua seconda indagine sugli atteggiamenti dei cittadini europei nei confronti della proposta di un reddito base, consultando più di 11.000 persone provenienti da tutta l’Unione europea.

Dalia Research, società di ricerca di mercato a Berlino, ha condotto il primo sondaggio sugli atteggiamenti degli europei sui redditi di base nel marzo 2016, che ha dato il risultato che il 64% degli europei voterebbe per un reddito di base se fosse realizzato un referendum a tal proposito nel loro paese. L’istituto di ricerca tedesco vuole condurre una simile inchiesta ogni anno e ha recentemente pubblicato i risultati del suo secondo sondaggio condotto nel marzo 2017. Per il suo più recente studio, Dalia Research ha intervistato 11.021 persone tra i 14 ed i 65 anni, selezionati nei 28 Stati membri dell’UE. L’indagine è stata progettata per essere rappresentativa  e per riflettere il più possibile le caratteristiche demografiche complessive dell’UE, rispetto alla regione, all’età, al sesso, al livello dell’istruzione etc. L’indagine ha un margine di errore più o meno dell’ 1,1% a un livello di confidenza del 95% (ovvero l’indagine è stata progettata in modo tale che, se condotta ripetutamente, nel 95% delle occasioni il livello stimato si troverebbe entro 1,1 punti percentuali del livello reale di tutti gli europei). Agli intervistati è stata innanzitutto posta la domanda: “Ti è familiare il concetto noto come reddito base?” Questa domanda è stata posta prima di presentare qualsiasi definizione del termine.

In risposta, il 24% ha affermato di “conoscere la proposta”, mentre un altro 39% ha sostenuto di “sapere qualcosa”. Un altro 25% degli intervistati ha dichiarato di avere “appena sentito parlare di reddito base” e il 13% ha sostenuto “Non sappiamo niente.” Confrontando questi dati con l’indagine del 2016, la percentuale degli intervistati che ha indicato di sapere “qualcosa circa” l’idea del reddito di base è aumentato in modo significativo (35%), mentre la percentuale che non aveva mai sentito parlarne è significativamente diminuita (in calo del 17%). A seguito di questa domanda preliminare, agli intervistati è stata presentata la definizione di “reddito base”: “Un reddito di base è un reddito incondizionato e pagato dal governo a ogni individuo indipendentemente dal fatto che lavori e indipendentemente da qualsiasi altra fonte di reddito. Sostituisce altri pagamenti per la previdenza sociale ed è abbastanza elevata per coprire tutti i bisogni fondamentali (cibo, alloggi, ecc.). Questa è, in verità, la stessa definizione adottata da Dalia Research per l’indagine del 2016.

Va notato che la definizione di Dalia è diversa da quella della rete mondiale del BIEN e, anzi, è più rigorosa. A differenza della definizione utilizzata da Dalia, la definizione di BIEN non prevede che il reddito base sia “sufficientemente elevato per coprire tutti i bisogni fondamentali” e che il reddito di base non deve “sostituire altri pagamenti previdenziali”.

Con questa definizione in atto, Dalia Research ha chiesto cinque ulteriori domande:

1. “Se ci fosse un referendum per l’introduzione di un reddito base oggi, come voteresti?”

2. “Quando pensi che il tuo paese dovrebbe introdurre un reddito base?”

3. “Quali sono gli argomenti che trovate più convincenti per un reddito di base?”

4. “Quali dei seguenti argomenti CONTRO il reddito di base trovate più convincenti?”

5. “Quale potrebbe essere l’effetto più probabile del reddito base sulle vostre scelte lavorative?”

In risposta alla prima domanda, il 68% degli intervistati ha dichiarato che se fosse stato introdotto un referendum sul reddito di base, lo voterebbero. Nel 2016, questo numero era pari al 64%. Pertanto, tenuto conto del margine di errore, il sostegno al reddito di base sembra aver registrato un lieve aumento nell’Unione europea nell’ultimo anno. Nel frattempo, la percentuale che ha dichiarato di opporsi al referendum è rimasta stabile, al 24%.

Confrontando le risposte tra i sei più grandi paesi europei, Dalia Research ha rilevato che il sostegno è stato il più alto in Italia, dove la percentuale di rispondenti disposti a votare per un referendum per un reddito di base è aumentata di sei punti percentuali dal 2016, superando il livello di sostegno in Spagna.

A seguire il Regno Unito (che ha visto un aumento del sostegno al reddito di base di sette punti percentuali), Spagna e Germania attorno al 68-69% di sostegno.

 

Quando introdurre un reddito di base?

Sebbene il 24% degli intervistati abbia dichiarato di essere contrari ad un referendum sul reddito, solo l’8% ha dichiarato di ritenere che il loro paese non dovrebbe mai introdurre un reddito di base. Allo stesso tempo, il 33% ha sostenuto la necessità di introdurre un reddito di base “nel più breve tempo possibile” nei rispettivi paesi, mentre altri preferiscono che vi siano sperimentazioni nel proprio paese (32%) o in altri paesi (16%).

Argomenti pro e contro

Nelle successive due domande, agli intervistati sono stati forniti sei motivi che pro o contro un reddito di base . Tra gli argomenti elencati a favore del reddito di base, le tre motivazioni più convincenti sono state: “riduce l’ansia di trovare dei soldi per soddisfare i bisogni fondamentali” (52%), “crea maggiori pari opportunità” (42%) , ed “incoraggia l’indipendenza economica e la responsabilità di sé” (32%).

Questi sono stati anche considerati i tre argomenti più “popolari” dell’indagine del 2016, che hanno esaminato lo stesso elenco di argomenti. La percentuale degli intervistati che li ha giudicati convincenti è aumentata del 40%, 31% e 23% rispettivamente ad ogni motivazioni pro. Anche il livello di sostegno per i restanti tre argomenti è aumentato (rispettivamente dal 21%, 21% e 16%).

Per quanto riguarda le opinioni opposte, il 52% degli intervistati “ha trovato convincente” l’argomento secondo cui un reddito base “potrebbe incoraggiare la gente a smettere di lavorare”. Questo era anche l’argomento contro il reddito di base nel sondaggio del 2016, quando il 43% degli intervistati lo considerava convincente.

I successivi argomenti più convincenti contro il reddito di base, sono stati “gli stranieri potrebbero venire nel mio paese e approfittare del reddito” (39% contro il 34% nel 2016), “solo le persone che ne hanno più bisogno dovrebbero ricevere un’aiuto dallo stato “(34%, contro il 32% nel 2016), e “è impossibile da finanziare “(34%, contro il 32% nel 2016).

Il 16% degli intervistati non ha trovato nessuno dei sei argomenti “per” convincenti (rispetto al 22% nel 2016) e il 12% non nessuno degli argomenti “contro” (in confronto a 15 %).

 

Per la domanda finale (“Quale potrebbe essere l’effetto più probabile del reddito base sulle vostre scelte di lavoro?”), gli intervistati sono stati tenuti a selezionare una sola opzione da un elenco di risposte. Qui, il 37% degli intervistati ha affermato che il reddito base non avrebbe influenzato le loro scelte di lavoro, mentre il 17% ha affermato di trascorrere più tempo con la famiglia.

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Tratto da Basic Income.org

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