Reddito di base incondizionato la Svizzera verso il referendum


Un articolo tratto da Ticino News da notizia della raccolta e della consegna di 130mila firme per un referendum a favore di un reddito di base incondizionato da erogare a tutti i cittadini svizzeri, lavoratori e non, di 2500 franchi pari a 2000 euro mensili. Dopo il referendum contro i maxi stipendi ai manager pubblici ora la rivendicazione di un reddito di base come diritto umano.

Reddito di base incondizionato, consegnate le firme
Oltre 130mila persone chiedono un minimo di 2500 franchi al mese per tutti, lavoratori e non

BERNA – Un tempo uggioso ha accolto oggi a Berna il comitato promotore dell’iniziativa popolare per un “reddito di base incondizionato”, riunitosi nella capitale per consegnare le firme raccolte alla Cancelleria federale. Stando ai promotori, la proposta ha riunito 130 mila adesioni, che verranno ora passate al vaglio delle autorità per essere convalidate.

L’iniziativa chiede che la Confederazione provveda “all’istituzione di un reddito di base incondizionato” – 2500 franchi al mese per tutti, lavoratori e non – allo scopo di “consentire a tutta la popolazione di condurre un’esistenza dignitosa e di partecipare alla vita pubblica”.

Le modalità di finanziamento e l’importo del reddito di base saranno fissati dal parlamento con un’apposita legge. Costo dell’operazione: 200 miliardi di franchi all’anno.

Per i promotori, tra cui figurano l’ex vice cancelliere della Confederazione Oswald Sigg e la rapper zurighese Franziska Schläpfer (“Big Zis”), il progetto è finanziabile: 70 miliardi risulterebbero da risparmi sulle assicurazioni sociali. Per i mezzi rimanenti andrebbero escogitate altre soluzioni.

Il reddito di base dovrebbe garantire a ciascuno – compresi i bambini – un minimo vitale non vincolato da alcuna precondizione.

Nelle intenzioni del comitato, il reddito di base costituirà una parte dell’attuale reddito. Stando ai promotori, il minimo vitale garantito dallo Stato non dovrebbe avere conseguenze sulla motivazione “lavorativa” delle persone, dal momento che “la maggior parte delle persone lavora volentieri, quando si tratta di un’attività sensata e socialmente riconosciuta”.

Poiché solo una minima parte della popolazione si accontenterà di un reddito di 2’500 franchi, “rimarrà dunque l’incentivo finanziario per lo svolgimento di un’attività lucrativa”.

ATS

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