Ragioni differenti per una proposta condivisa. Reddito di base e consenso per intersezione


Emanuele Murra

Sin dalla sua formulazione da parte del Collectif Charles Fourier nel 1984, l’idea di allocation universelle / basic income / reddito di base / reddito minimo universale ha prodotto intorno a sé un dibattito sempre più ampio e un consenso variegato da parte di intellettuali, filosofi e politici che pure si richiamano a quadri concettuali, modelli valoriali e dottrine comprensive a volte molto diverse tra loro. La letteratura internazionale sul tema mostra l’esistenza di un dibattito poco noto in Italia, dibattito nel quale è possibile riscontrare, almeno a livello teorico, ampie convergenze raggiunte a partire da valutazioni ideali differenti. Una forma di accordo che, con felice espressione, Rawls ha definito overlapping consensus, cioè consenso per intersezione. Questo lavoro cercherà di evidenziare come, davanti agli importanti mutamenti sociali ed economici degli ultimi anni, la crisi ideologica e ideale del welfare state richieda un ripensamento delle forme di garanzia dei diritti sociali per il quale è necessario un ampio e trasversale consenso attorno a una policy che possa essere sostenuta proprio a partire da (e continuando ad abbracciare) visioni del mondo differenti. Il reddito di base, questa beautiful, disarmigly, simple idea (per usare le parole di Philippe Van Parijs), può già vantare a livello teorico un discreto overlapping consensus, ed è possibile – per l’autore auspicabile – che esso possa presto convogliare attorno a sé un simile consenso anche al livello più concreto della decisione politica.

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