La rete europea per il reddito di base scrive ai candidati europei 2014


La Rete per il reddito di base incondizionato europeo (UBIE – Unconditional Basic Income Europe) ha scritto una lettera aperta destinata a tutti i candidati per le prossime elezioni europee del 25 maggio 2014 in cui chiede di fare proprio il tema del reddito di base. La lettera fa parte della campagna per un reddito di base in Europa nata dopo l’esperienza dell’ICE (Iniziativa dei cittadini europei) che ha visto oltre 280mila cittadini europei firmare online la richiesta di un reddito di base come diritto fondamentale europeo. La lettera è sottoscritta da reti per il reddito di 25 paesi europei.

A seguire la lettera aperta

Lettera aperta a tutti i candidati per il Parlamento europeo

Dato l’ impegno dell’UE a ridurre di 20 milioni le persone in stato di povertà entro il 2020, molti cittadini europei vorrebbero sapere: cosa intende fare l’Unione Europea per ottenere questo risultato? I dati dicono che circa un quarto della popolazione europea, cioè circa 120 milioni di persone , è a rischio povertà. Tuttavia, data la prolungata crisi economica dal 2008 e data l’automazione della produzione, che riduce strutturalmente molti posti di lavoro, ci sono ragioni per ritenere che la situazione andrà peggiorando in futuro, se non si interviene subito e ora.

L’UBIE (Universal Basic Income Europe – L’Associazione Reddito di Base Incondizionato) che unisce organizzazioni e reti in 25 paesi dell’Unione europea, insieme al Bien (Basic Income Earth Network), operante in tutto il mondo, sottolinea l’attuale minaccia che la disuguaglianza del reddito rappresenta per un’Europa pacifica, democratica e sociale. Pertanto ci aspettiamo che i rappresentanti europei neoeletti siano disposti a sostenere quelle strategie che promuovano la coesione sociale e garantiscono uno sviluppo sostenibile e inclusivo in Europa. Coloro che si candidano come rappresentanti in Europa dovrebbero vedere la crisi come un campanello d’allarme. Il Reddito di Base Incondizionato (UBI) è una somma di denaro, pagato su base regolare per ogni singolo abitante dell’Unione europea in modo incondizionato e universale, sufficientemente elevata da garantire l’esistenza materiale e la partecipazione nella società. Si differenzia dal tradizionale reddito minimo garantito e dai regimi di sicurezza sociale, perché elimina la burocrazia e i suoi costi, nonché lo stigma dei “mean tests” (la prova dei mezzi). L’ UBI elimina anche il disincentivo a lavorare causato dalle elevate aliquote fiscali imposte da questi schemi.

Studi pilota in tutto il mondo hanno dimostrato che il reddito di base (UBI – Universal Basic Income) è uno strumento  efficace per ridurre la povertà e la disuguaglianza rispetto agli attuali  schemi di sicurezza sociale o dei sussidi, con effetti più positivi sulle economie locali, la salute, la coesione sociale, la sicurezza pubblica e  l’istruzione. Un reddito di base incondizionato attuato in tutta l’Europa potrebbe anche ridurre il rischio di tensioni create dalla mancanza di opportunità economiche e che spesso sfociano in tensioni destinate a colpevolizzare le politiche migratorie. Può sembrare una proposta radicale, ma l’attuale atteggiamento di ‘business as usual‘ non  è sostenibile e mette in pericolo la stessa Unione europea.

Ci aspettiamo che i candidati ad essere rappresentanti in Europa e la Commissione europea si adoperino perché si facciano ulteriori passi in avanti per la risoluzione del Parlamento europeo 2010/2039 ( INI) del 20 ottobre 2010 sul ruolo del reddito minimo garantito nella lotta contro la povertà e la promozione di una società inclusiva in Europa.

Considerato che il tasso di disoccupazione aumenterà gradualmente, gli attuali schemi ordinari di sostegno al reddito sembrano oggi sempre meno efficaci, portando a un aumento della disuguaglianza e dell’esclusione sociale. Per questo riteniamo che ci sia bisogno di un cambiamento culturale per affrontare questi problemi.

Ai candidati per le prossime elezioni europee chiediamo: se sarà eletto, è disposto a sostenere l’esigenza di un dibattito sul reddito di base incondizionato al Parlamento europeo e di lottare per la sua attuazione nella UE?

Il 9 maggio si celebra la Festa dell’Europa come deciso della Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 dal ministro degli Esteri francese
Robert Schuman . Aveva una forte visione di un’Europa che fosse pacifica e prospera per tutti, senza eccezioni . L’Europa è diventata pacifica e
prospera, ma non per tutti. Vogliamo completare il lavoro che Robert Schuman ha iniziato. Cosa stiamo aspettando ?

Unconditional Basic Income Europe (Rete del Reddito di Base Incondizionato – Europa)
Basic Income Earth Network

Fonti sul tema della povertà in Europa ed il reddito di base incondizionato:

Ending Poverty is a Political Choice! http://www.eapn.eu/en/news-and-publications/press-room/eapn-press-releases/ending-poverty-is-a-political-choice

Short movie:

https://www.youtube.com/watch?v=zru79jcVTt4

Recent interview with Prof. Philippe van Parijs, Université Catholique de Louvain (UCL):

“Van Parijs: An unconditional basic income in Europe will help end the crisis” http://www.euractiv.com/sections/social-europe-jobs/van-parijs-unconditional-basic-income-europe-will-help-end-crisis-301503

For more profound insight, please watch the movie “Basic Income – a Cultural Impulse” http://dotsub.com/view/26520150-1acc-4fd0-9acd-169d95c9abe1 (choose your own subtitles).

Unconditional Basic Income Europe http://basicincome-europe.org/

Basic Income Earth Network http://www.basicincome.org

BIN Italia: info@bin-italia.org

Unconditional Basic Income Europe: press@ubie.org

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