Kenya: inizia il progetto pilota per sperimentare un reddito garantito


Il 22 settembre, la ONG “GiveDirectly” ha annunciato, per fine ottobre 2016, l’avvio dello studio pilota per avviare la sperimentazione di un reddito di base in Kenya.

Lo studio iniziale servirà a “verificare i dettagli operativi del modello necessari  anche per la valutazione quantitativa finale.”

Il team di ricerca ha disposto alcuni ulteriori dettagli, gli esperimenti saranno condotti in due contee rurali in Kenya – quella in cui la ONG “GiveDirectly” ha avuto già delle esperienze in precedenza, ed una nuova contea. Gli abitanti dei villaggi di queste contee saranno divisi in tre gruppi: uno in cui tutti i residenti adulti ricevono un reddito di base incondizionato per 12 anni, una in cui tutti i residenti adulti ricevono un reddito di base per due anni, e una in cui tutti gli adulti residenti ricevono una somma forfettaria equivalente al reddito di base di due anni. L’importo del reddito di base sarà di circa $ 0,75 al giorno.

I ricercatori citano con particolare interesse il fatto che a lungo termine l’impatto di un reddito garantito dato direttamente alle persone potrà dare vita a nuove imprese: “abbiamo buone probabilità di poter rilevare l’impatto non solo sugli individui, ma anche sui mercati esistenti nei villaggi.”

“GiveDirectly” mira ad includere 40 villaggi nella prima fase e 80 successivamente. Si traterebbe di circa 26.000 individui che ricevono un reddito garantito ed incondizionato.

In alcuni villaggi sono stati riscontrati dei problemi sul fatto che “pare strano” che una ONG dia uno stipendio in contanti, senza alcuna condizione. Alcuni hanno spiegato che “il denaro è associato a culti legati al diavolo”.

GiveDirectly ha raccolto oltre 11 milioni di dollari a partire dal mese di aprile 2016, quando ha annunciato il suo piano per finanziare lo studio per un reddito di base. Inoltre ha riunito un team di consulenti illustri, tra cui Alan Krueger (ex presidente del Consiglio dei consulenti economici del Presidente Obama) e gli economisti Abhijit Banerjee e Tavneet Suri (MIT).

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