Iniziativa dei cittadini europei per il Reddito di base incondizionato


Emanuele Murra

Mentre in Italia il reddito di cittadinanzaè stato uno dei principali temi di confronto nelle scorse elezioni politiche, al di là delle Alpi si dava avvio ad un processo che potrebbe rivelarsi decisivo per la costruzione dell’Europa dei cittadini e dei diritti sociali: l’iniziativa dei cittadini europei per il reddito di base incondizionato.

Il diritto di iniziativa popolare è un istituto giuridico nuovo, definito dal Trattato di Lisbona, il quale stabilisce che i cittadini europei possono presentare alla Commissione Europea delle proposte atte ad indirizzarne le decisioni. L’iter previsto è il seguente: sette cittadini di altrettanti stati europei presentano una proposta alla Commissione, la quale entro due mesi risponde sull’ammissibilità (e cioè se la questione posta è congrua con le competenze attribuite dai trattati alla Commissione stessa). Ottenuto parere favorevole si può dar seguito alla raccolta di firme: in un anno è necessario raggiungere un milione di sottoscrizioni complessive in almeno un quarto dei Paesi aderenti alla UE (dunque, al momento, in almeno sette Paesi). È possibile effettuare la raccolta firme sia elettronicamente, su una piattaforma predisposta dalla stessa Commissione, o nella più tradizionale modalità cartacea.

Il 2013 è stato dichiarato dall’Unione anno dei cittadini europeiIn questo contesto riveste ancora più significato la volontà di dare il via ad un percorso che, garantendo il reddito dei cittadini europei al di sopra di una determinata soglia (una soglia che permetta a ciascuno una vita libera e dignitosa), potrà dare un significato sostanziale a questa cittadinanza continentale, proseguendo quel cammino che sin dal principio si è voluto configurare come integrazione non solo di mercati, merci e servizi, ma anche di popoli e persone.

Nello specifico, l’iniziativa europea per il reddito di base incondizionato chiede alla Commissione di valutare la fattibilità del reddito di base e i suoi effetti sulla povertà. La Commissione ha dato parere favorevole il 14 gennaio scorso, e il comitato promotore ha ora un anno di tempo per raggiungere l’obiettivo di un milione di firme. A quel punto la Commissione europea sarà tenuta a valutare con attenzione la proposta, elaborare possibili progetti attuativi, programmare un’audizione al Parlamento Europeo.

Cos’è il reddito di base, e perché sottoscrivere la European Citizens Initiative (ECI)? Il reddito di base consiste in un reddito versato da una comunità politica ai suoi membri su base individuale, in modo universale ed incondizionato. In pratica ogni cittadino europeo, indipendentemente dalle condizioni personali, riceverebbe un reddito che si sommerebbe ad ogni altro reddito a sua disposizione. Disoccupato o occupato, benestante o in stato di necessità, questo reddito spetterebbe a ciascuno come inalienabile diritto di cittadinanza.

Anche se può sembrare contro-intuitivo, una policy quale quella del reddito di base, che non necessita di controlli preventivi, permette di evitare molti e dispendiosi passaggi burocratici, che oggi assorbono buona parte delle risorse messe a disposizione per gli obiettivi socioeconomici che si è deciso di perseguire. Riguardo alla copertura finanziaria, una parte verrebbe proprio dalla razionalizzazione delle prestazioni in denaro esistenti e dal risparmio sui costi gestionali. Il resto potrebbe essere finanziato, a dire dei proponenti, attraverso tasse più incisive sulle transazioni finanziare e le attività inquinanti. Il reddito di base non è proposto come sostituto dello stato sociale dei singoli Paesi, ma ne rappresenta un’integrazione: una base economica sicura, comune a tutta l’UE, e completata dai singoli sistemi nazionali di protezione sociale.

L’accesso a sufficiente cibo, a indumenti ed abitazione, istruzione di base e protezione sanitaria, sono da tempo considerati fondamentali diritti umani. Fino a non poco tempo fa le politiche atte a garantirli puntavano sulla realizzazione della piena occupazione che, offrendo a tutti un reddito da lavoro, forniva i mezzi per venire incontro ai bisogni fondamentali di ciascuno. Il modello economico ed il livello di sviluppo tecnologico odierni richiedono, e richiederanno, sempre meno lavoro, col triste corollario di una disoccupazione involontaria impossibile da assorbire. Il problema principiale diviene così come garantire a tutti i mezzi economici per cibo, indumenti, abitazione, istruzione, spese mediche al di là della società del lavoro e della piena occupazione.

Il criterio egualitario della cittadinanza che soggiace all’idea di un reddito di base universale ed incondizionato rappresenta un possibile sentiero, un sentiero che questa iniziativa chiede di esplorare, con attenzione e senza pregiudizio. Due minuti del proprio tempo sono sufficienti per accedere alla piattaforma telematica e sottoscrivere la petizione, entrando a far parte di quel gruppo crescente di cittadini europei che ritiene i diritti e la dignità delle persone non sacrificabili agli interessi economici; un gruppo che crede fermamente ad un futuro di solidarietà per l’Unione europea e al ruolo che il reddito di base può avere nel costruirlo.

 

LINK

Per firmare la petizione:

http://basicincome2013.eu/ubi/it/firmare-liniziativa/

Cos’è il basic income:

http://basicincome.org/bien/aboutbasicincome.html

Cos’è l’iniziativa europea per un reddito di base:

http://basicincome2013.eu/ubi/it/

Cos’è il diritto di iniziativa dei cittadini europei:

http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d’iniziativa_dei_cittadini_europei

Il video di lancio della campagna per l’ECI-UBI:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=t5YyGHHuabw

Altri link utili:

Basic Income Earth Network http://basicincome.org/bien/

Basic Income Network Italia http://www.bin-italia.org/

Tratto dal blog di Sviluppo Felice