Cina: un libro sul Dibao, il reddito minimo garantito cinese


La Repubblica popolare cinese sta realizzando uno dei più grandi programmi di sostegno al reddito al mondo. Viene chiamato “dibao”, che significa “garanzia minima di sussistenza”. Un libro pubblicato di recente dal dottor Qin Gao della facoltà della Columbia University School of Social Work, dove studia la povertà, la disuguaglianza dei redditi e programmi di welfare sociale in Cina, fa il punto della situazione.

Gao ha fatto un lungo lavoro di ricerca sul “dibao” con il suo libro dal titolo “Welfare, lavoro e povertà: assistenza sociale in Cina”, in cui si valuta come il dibao ha raggiunto i suoi obiettivi di abbassare la quantità e l’intensità della povertà in Cina.

Il Dibao è importante anche per i ricercatori del reddito di base perché dimostra come un sostegno al reddito possa funzionare su larga scala anche se questo non è universale ma destinato solo alle persone in povertà. Il programma dibao è stato realizzato sul piano locale cosi da permettere ad ogni località di definire il livello minimo di intervento e la soglia di povertà. Chiunque sotto questa soglia è tecnicamente ammissibile a ricevere il dibao. L’assistenza in teoria dà denaro sufficiente per raggiungere la soglia di povertà. L’ammissibilità al reddito minimo è basata sul reddito individuale. Prosegue l’autore del libro: una soglia minima del dibao a Pechino è di 900 RMB a persona al mese. Se un individuo dichiara 700 RMB al mese, il dibao fornirà 200 RMB in assistenza per raggiungere cosi la soglia di povertà del dibao che è appunto 900 RMB.  In Alcune località viene chieste alle persone di aggiornare le loro informazioni sui redditi ogni tre o sei mesi. Alcuni villaggi pubblicheranno anche i nomi dei destinatari per consentire feedback pubblici se una famiglia è qualificata o meno a ricevere il dibao. E’ un processo molto sistematico e rigoroso ha detto Gao.

A seconda della località, i destinatari del dibao possono affrontare una miriade di test per essere ammessi al sostegno, anche se come dice Gao molte località sono più indulgenti per la documentazione ed i controlli di accesso. Nel libro di Gao, analizza anche il benessere soggettivo e la partecipazione sociale dei destinatari dibao.

Per leggere l’articolo completo (ed ascoltare il podcast dell’intervista all’autore)  in inglese clicca qui.

Lascia un commento